Come riconoscere e gestire l’ansia da lavoro

ansia da lavoro

L’ansia da lavoro esiste e non è uno scherzo. A confermarlo sono ormai diversi studi. Un sondaggio a cura dell’associazione Americana per Disturbi d’Ansia ha rilevato che se solo il 9% delle persone vive con un disturbo d’ansia diagnosticato vero e proprio, ben il 40% delle persone ha comunque l’esperienza di una forma di stress nelle proprie vite, molto spesso dovuta a stress da lavoro.

Cosa fare in questi casi? Cambiare lavoro può essere un’opzione in alcuni casi, ma non è l’unica. Molto spesso il problema è dovuto al fatto che c’è un disallineamento fra che lavoro vorremmo fare e il lavoro che invece facciamo. Ma altrettanto spesso la causa è nel come affrontiamo la vita lavorativa a produrre quella che oggi è chiamata ansia da lavoro correlata.

Ritmi frenetici, scadenze pressanti, ambienti competitivi, orari di lavoro troppo pesanti, guadagni spesso insoddisfacenti sono all’ordine del giorno e non aiutano.

«Oggigiorno risulta difficile trovare un equilibrio tra lavoro e vita privata – dice il dottor Francesco Cuniberti, psichiatra presso il Centro per i disturbi d’ansia e di panico di Humanitas San Pio X -. Se lo stress legato al proprio lavoro diventa intollerabile, chi ne subisce le conseguenze non è solo la persona stessa ma anche i familiari, e la vita quotidiana. Inoltre, anche la salute fisica e mentale possono nel lungo periodo subire le conseguenze di uno stress lavorativo. Tanto che, soprattutto all’estero, le aziende stanno investendo molto nel cercare di ridurre lo stress dei propri dipendenti, alcune diminuendo le ore di lavoro, altre i giorni lavorativi, o permettendo lo smart working, ovvero il lavoro da casa. Questo perché lo stress lavorativo influisce negativamente sulle prestazioni lavorative, sulla qualità del lavoro, ma anche sui rapporti con colleghi e responsabili».

Sintomi dell’ansia da lavoro

I sintomi dell’ansia da lavoro vanno dall’esagerata o irrazionale preoccupazione, ai disturbi del sonno, passando per le reazioni esagerate, il senso di stanchezza cronica, la sensazione di avere un nodo alla gola, tremori o agitazione, bocca secca, sudorazione eccessiva, il cuore che fa le bizze.

Oltre a questi, chi soffre di ansia da lavoro può sperimentare

  • Reagire impulsivamente molto spesso nel lavoro, implodere o esploredere di rabbia
  • Focalizzarsi troppo sugli aspetti negativi del proprio lavoro, quasi in continuazione
  • Fatica a concentrarsi o a completare i propri compiti nelle scadenze richieste.
statistiche ansia da lavoro

Le cause dell’ansia da lavoro

L’ansia da lavoro può essere causata da una grande quantità di elementi nel proprio ambiente di lavoro. Alcune circostanze come l’inizio di un nuovo lavoro o la fine di un lavoro possono sicuramente scatenare delle reazioni d’ansia.

Ma più in generale, spendiamo così tanto tempo al lavoro che se le cose non vanno per il verso che vorremmo, possiamo finire per sentirci sopraffatti a volte. E per alcuni può succedere che questo senso di sopraffazione, se persiste a lungo o va oltre certi limiti, si traduce in un senso costante di ansia anche solo al pensiero del lavoro.

Le cause possono essere

  • L’aver a che fare con fenomeni di mobbing o di bullismo sul posto di lavoro o anche semplicemente da conflitti ripetuti
  • Il dover fare i conti con scadenze pressanti
  • Dover lavorare ben oltre gli straordinari
  • Avere un lavoro molto stressante per il tipo di rischio o impegno che comporta
  • Avere un carico di lavoro troppo grande, magari perché l’azienda non è disposta ad aggiungere risorse e tende ad accumulare sui presenti gli effetti della propria disorganizzazione
  • Avere una mancanza di direzione nelle attività quotidiane o dover gestire stimoli e richieste contrastanti, a causa di mancanza di organizzazione aziendale adeguata
  • Vivere delle ingiustizie
  • Avere la percezione di essere impotenti e senza controllo nel proprio ambiente di lavoro
  • Non essere remunerati abbastanza
  • Non sentirsi soddisfatti abbastanza del tipo di lavoro che si fa
  • Sentire di fare un lavoro che non ha senso.

Gli effetti dell’ansia da lavoro

Chi sperimenta una condizione di ansia da lavoro, molto probabilmente ne risente degli effetti negativi in molti altri aspetti della vita.

  • Minore produttività e qualità nel proprio lavoro
  • Effetti negativi nelle relazioni con i colleghi e superiori
  • Fastidi, stress e pressioni che si riversano anche sulla vita personale o sentimentale
  • Problemi di concentrazione, stanchezza, irritabilità
  • Cominciare a rinunciare ad opportunità interessanti per via di paure irrazionali (come la paura di volare, o la paura di parlare in pubblico)
  • Sentirsi insoddisfatti del proprio lavoro, anche se una volta ti piaceva
  • Bassa autostima e poca confidenza nelle proprie competenze
  • La sensazione che quello che fai non fa nessuna differenza
  • Abbassare i propri obbiettivi e perdere la motivazione
  • Prendere meno rischi e accettare passivamente le situazioni anche insoddisfacenti
  • Sentirsi isolati
  • Evitare le novità e scegliere con minor lucidità
  • Tutto questo con ovvi danni anche per l’azienda per cui lavori.

Come affrontare l’ansia da lavoro

Se la tua ansia è causata dal lavoro allora è improbabile che tu possa riuscire a risolverla da solo. Molto probabilmente avrai bisogno del supporto di qualcuno che ti aiuti a guardare con più lucidità alla tua situazione.

Ci sono però alcune strategie che puoi usare e che ti possono essere d’aiuto per gestire meglio la tua ansia da lavoro.

La primissima cosa da sapere è che, come ogni forma di alterazione emotiva, l’ansia da lavoro ti rende particolarmente sensibile alle persone negative: cerca di fare attenzione alle persone che frequenti e se non puoi evitare qualche collega con la pessima abitudine di vedere sempre il vaso mezzo vuoto, cerca di girargli alla larga e non cadere nella sua tela di pessimismo e negatività. Può solo danneggiarti ulteriormente. A volte può sembrare che parlare con queste persone ti permetta in qualche modo di “sfogarti” ma la realtà dei fatti è che stai solo agitando di più e peggio il fondo melmoso del tuo disagio.

In secondo luogo assicurati di conoscere e applicare delle tecniche di auto aiuto per calmarti nei momenti più critici e ritrovare una maggiore centratura. Ne esistono tantissime e sono anche molto efficaci, a patto che tu ti prenda il tempo di impararle e le usi con regolarità.

Nella maggior parte dei casi di ansia da lavoro, già solo imparare a gestire la propria emotività può portare un grandissimo beneficio. Se poi ci sono cause più strutturali che riguardano il tuo lavoro, essere mentalmente più lucido ed emotivamente più tranquillo potrà solo che esserti d’aiuto per prendere decisioni migliori.

Altri consigli sempreverdi

  • Fai in modo di separare il più possibile il tempo del lavoro dal resto del tuo tempo, ritagliandoti spazi per te in cui dedicarti momenti di piacere
  • Trova qualcosa che ti faccia ridere e fai in modo di farlo il più spesso possibile
  • Evita di pranzare al lavoro se puoi o comunque prenditi delle boccate d’aria il più spesso possibile
  • Usa il grande potere della gratitudine per ricordare quello che di positivo hai nella tua vita: la scienza ha dimostrato in modo inequivocabile che esercitare l’emozione della gratitudine ha immensi benefici in situazioni di ansia o addirittura di depressione
  • Rendi il più possibile confortevole la tua postazione di lavoro e fai in modo di mantenerla in ordine: il disordine sulla scrivania da solo può far scattare disagio anche in una persona serena
  • Ovviamente segui le solite buone prassi per una vita sana: regolare il ritmo sonno-veglia, controllare alimentazione, idratazione e attività fisica (specialmente di tipo aerobico), ridurre l’utilizzo di sostanze eccitanti (caffè, ginseng, bevande gassate) e del fumo, distrarsi con attività piacevoli che possono risultare fondamentali per recuperare le energie consumate (esempio, dedicarsi a un hobby).

Ansia da lavoro: e se ancora non basta?  

Fin qui abbiamo parlato di quello che puoi fare su di te per cercare di placare la tua ansia da lavoro. Ma abbiamo lavorato così solo sugli effetti, non sulle cause.

Cosa fare se capisci che il tuo stress è vero e proprio stress da lavoro e il motivo è che quello che stai facendo non è il lavoro giusto per te né la vita che volevi?

1. Se hai una posizione in azienda che ti permette di fare o proporre cambiamenti, prendi il toro per le corna e cerca di capire in che modo potresti rivitalizzare la tua situazione professionale e quella dei tuoi colleghi. Un metodo ancora poco conosciuto in questo senso è chiedere una consulenza di Lean Transformation. Sarà la stessa matrice operativa di questo percorso a permetterti di ripensare al tuo lavoro o alla tua divisione aziendale in un modo tale che ti sentirai molto più coinvolto e rivitalizzato, oltre ad ottenere migliori risultati operativi.

2. Se non hai una posizione che ti permette di fare o proporre cambiamenti, allora puoi (e devi!) operare su di te. Il principio è lo stesso: devi smettere di sentirti impotente o bloccato o vittima di cose che non vuoi. In alcuni casi può bastare una consulenza per riorganizzare le tue priorità e impostare un sistema di gestione veramente efficace (quello che hai evidentemente non lo è). In altri casi si può arrivare a capire che il fine corsa è dovuto al fatto che è giunto il momento di cambiare lavoro e in questo caso bisogna quindi creare un nuovo percorso e un piano d’azione che ti permetta di capire che lavoro fare senza cadere dalla padella alla brace.

Quelli che seguono sono una serie di articoli da cui cominciare la ricerca delle tue risposte. Prendile come una lanterna con cui cominciare ad esplorare nuove opportunità.

In alcuni casi capiterà che tu scopra che non puoi proprio fare niente per migliorare la tua situazione nel posto in cui sei e allora potrai ritrovarti nella condizione di dover decidere di cambiare lavoro. In questo caso ecco altre risorse per te.

In ogni caso, in bocca al lupo e sii forte, la vita è troppo breve per farsela rovinare dal lavoro, una via d’uscita la troverai!

Erica Zuanon

Erica Zuanon

1/2 Ingegnere e 1/2 Pianista, 2 figli, 1 marito, 1 cane, 2 libri pubblicati (per ora).


Ex frustrato Ingegnere-ma-volevo-fare-altro, oggi felicissima Web Content Strategist, Career Coach & Innovation Trainer guido Aziende e Lavoratori ad affrontare con successo e autorealizzazione le sfide del cambiamento lavorativo nel mondo 4.0 attraverso il metodo proprietario CREEA®.

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