Licenziare per profitto: ora si può (e come puoi fare per non essere tu il prossimo)

Licenziare per profitto

Stavo dragando i miei soliti siti tecnici, quelli che presidio per essere al corrente delle novità legislative di cui mi occupo in una delle parti della mia professionalità multi-sfacettata, quando sono incappata in una notizia che mi ha fatto venire i brividi.

Te la riporto tal quale, fonte compresa: L’EDITORIALE DI LUCA FAILLA – 25 FEBBRAIO 2017 ORE 06:00

Licenziare per profitto … ora è possibile

Luca Failla – Professore a contratto presso l’Università LUM Jean Monnet di Casamassima (Bari)
Con una decisione rivoluzionaria la Corte di cassazione ha stabilito che il licenziamento per giustificato motivo oggettivo è legittimo anche quando sia legato al raggiungimento di un “profitto” o, meglio, al raggiungimento di una migliore efficienza gestionale e produttiva. Purché tale motivazione sia effettiva e non pretestuosa. D’ora in poi, quindi, il licenziamento per motivo oggettivo potrà essere di fatto svincolato da operazioni di riorganizzazione che nascano necessariamente da una situazione congiunturale negativa.
(Fonte IPSOA)

Penso che tu non abbia alcun bisogno di spiegazioni tecniche in merito. Se appena appena vivi in questo mondo da più di un ventennio, capirai perfettamente da solo la portata micidiale di questa sentenza.

Alla faccia delle forme di lavoro “disinvolte” introdotte da tutte le riforme di politica per il lavoro, Jobs Act ultimo solo in ordine di tempo, alla faccia della situazione di crisi e degli ammortizzatori sociali che poco possono di fronte al dilagante permanere della crisi, ora arriva persino sua maestà la Cassazione a dire che, se per un’azienda tu lavoratore costi troppo e lei non se lo può più permettere, hai poco da appellarti o lamentarti se ti lascia a casa.

Pillola Rossa o Pillola Blu?

A questo punto potremmo continuare a lamentarci e protestare di quanto brutto e cattivo è il mondo, di quanto male vadano le cose, di quanta poca tutela ci sia in Italia per i lavoratori. E non avremmo sicuramente nessun torto nel farlo. Ma non sarebbe per niente utile.

L’unico risultato che potremmo ottenere sarebbe quello di continuare ad essere più arrabbiati e incattiviti di fronte a questa situazione in cui ci siamo trovati a vivere.

Il mondo del lavoro è cambiato, sempre più assomiglia ad una giungla infestata di predatori.

L’unico modo per disporre di una soluzione reale alle problematiche del nuovo mondo del lavoro sta, per forza di cose, in una rivisitazione completa delle informazioni di cui disponiamo, in una sintesi innovativa e operativamente concreta. Per uscire dai guai servono diversi ingredienti nuovi, alcuni fondamentali cambiamenti di paradigma e molta chiarezza. C’è bisogno di una Riqualificazione Professionale Efficace, non semplicemente di metodi estemporanei per la ricerca del lavoro o l’orientamento professionale.

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