Non trovo lavoro: come non farti abbattere durante le fasi no della ricerca lavoro

Non trovo lavoro, come faccio? Durante la ricerca lavoro è fondamentale riuscire a mantenerti lucido nonostante i rifiuti e le battute d’arresto. Ne parliamo in questo post

La ricerca lavoro non è una faccenda semplice. Soprattutto quando hai inviato svariate decine di curriculum, mandato mail di presentazione e magari hai anche sostenuto qualche colloquio ma ancora tutto tace. E’ovvio ed evidente che deprimersi non serve a niente ma non è facile rimanere motivati con uno scenario del genere.

Più passa il tempo e più ogni nuova candidatura diventa sempre più difficoltosa. La tua forza d’animo può finire per affievolirsi pericolosamente e ci potrebbero essere dei giorni in cui non trovi neanche le energie per scrivere una nuova lettera di presentazione e men che mai per uscire di casa. Nella ricerca lavoro però, così come in ogni attività sfidante della vita, tenere alto il morale e la motivazione è fondamentale per prendere al volo le opportunità.

Non trovo lavoro: il trauma della perdita

non trovo lavoro

Trauma perdita lavoro: così colpisce la salute e l’autostima. Titola così un articolo del Sole 24 Ore che spiega: “C’è chi si rinchiude nel suo guscio, fino a non uscire quasi più di casa. E chi si sente come non si era mai sentito prima: inadeguato, insicuro, fragile. C’è chi si colpevolizza, a torto, per quanto gli è accaduto, e chi tende ad ammalarsi più spesso. I modi di reagire possono essere diversi. Per tutti, però, la cosa più difficile è ritrovare la fiducia in se stessi.”

Può sembrare esagerato parlare di vero e proprio trauma ma le ricerche dimostrano che la perdita del lavoro può comportare ansia e sintomi depressivi. Non è solo una questione legata alla paura di non poter provvedere ai propri bisogni e a quelli della propria famiglia. C’è anche un fattore di natura più profonda: molti di noi ormai identificano il chi sono con il proprio lavoro.

Quando si perde il lavoro si finisce per perdere così anche un pezzo importante della propria identità personale. Secondo gli studi della psicologia sociale, ognuno di noi tende a costruire una rappresentazione di sé che è basata su ruoli che percepisce come propri: ciò gli permette di sviluppare sicurezza, dandogli la possibilità di una corretta integrazione sociale. La perdita del lavoro incide su entrambi gli aspetti: il ruolo sociale e l’autostima.

«La perdita del posto di lavoro è un evento traumatico che ha implicazioni a livello psichico, sociale, relazionale, e in alcuni casi è paragonabile a un lutto – spiega Ines Giorgi, responsabile del Servizio di Psicologia della Fondazione Salvatore Maugeri, di Pavia -: il licenziamento mina la propria identità professionale, le proprie certezze, le relazioni con i famigliari e più in generale con le altre persone.» 

A questo si aggiunge il senso di impotenza dovuto al fatto che, magari per settimane o persino mesi, non si riesce a trovare un nuovo lavoro.

Le conseguenze dal punto di vista psicologico sono diverse: ansia, irritabilità, mancanza di autostima, pessimismo.

In alcuni casi, secondo gli esperti, si può parlare di una vera e propria “sindrome post traumatica”, accompagnata dai relativi sintomi. «Da una flessione del tono dell’umore, all’insonnia, a un senso di perdita, fino alla depressione, al calo di energie e al ritiro sociale: spesso c’è la tendenza a colpevolizzarsi, quasi vergognandosi di ciò che è accaduto», spiega Ines Giorgi.

Col tempo, poi, si assiste a una esasperazione della sintomatologia: «Si va dall’inappetenza ai disturbi gastrointestinali, dalla perdita di memoria a tutte le sindromi da somatizzazione, al calo immunitario e quindi alla maggiore facilità ad ammalarsi.»

Perché non trovo lavoro

La conseguenza di tutto quello che abbiamo detto è che, molto spesso, si comincia a pensare che se non si trova lavoro è per colpa nostra.

Non trovo lavoro perché sono troppo vecchio.

Non trovo lavoro perché sono troppo giovane e ho poca esperienza.

Non trovo lavoro perché trovano lavoro solo i raccomandati.

Non trovo lavoro per colpa della crisi.

In definitiva si comincia a pensare che il motivo per cui non si trova lavoro è che c’è qualcosa in noi che non va e questo mina ancora una volta la nostra autostima.

In realtà ci sono spesso motivi che non riguardano per niente il tuo valore. Motivi per i quali la tua candidatura ad un’offerta di lavoro potrebbe essere scartata. Qualche esempio?

1. Non trovi lavoro perché il software ATS ti ha scartato per mancanza di keywords
2. Non trovi lavoro perché sei sotto-qualificato per l’incarico
3. Non trovi lavoro perché sei over-qualificato per l’incarico
4. Non trovi lavoro perché il tuo CV ha troppi errori ortografici
5. Non trovi lavoro perché il tuo CV non è esaustivo e coerente
6. Non trovi lavoro perché hai cambiato troppi posti di lavoro
7. Non trovi lavoro perché hai parenti all’interno dell’azienda
8. Non trovi lavoro perché non sei residente nella zona della ricerca
9. Non trovi lavoro perché la ricerca è stata chiusa con personale interno
10. Non trovi lavoro perché la ricerca è stata annullata

Purtroppo è vero anche che, in alcuni casi, vengono respinti candidati pur validi per motivi decisamente NON validi: perché costi troppo, perché hai troppa esperienza, perché sei donna e vuoi avere figli, perché sei donna e basta, perché non hai un master o perché hai troppi master. Massimo Rosa, Head Hunter tra i più noti e seguiti in Italia si scaglia spesso contro le politiche di recruiting spesso selvagge e non rispettose del vero talento della persona.

Quando le cause del tuo non trovare lavoro sono da cercare nell’idiozia dei processi selettivi di alcune aziende e nell’ignoranza che ancora troppo spesso dilaga, comunque non è colpa tua e demoralizzarti non servirà affatto.

L’unica cosa che puoi fare è non mollare.

La perseveranza e la determinazione sono più forti di qualunque stupida motivazione, quindi non preoccuparti, continua la tua ricerca perché proprio oggi potrebbero arrivarti buone notizie!

Massimo Rosa, Head Hunter

Se non trovi lavoro, verifica il tuo piano d’azione

Non puoi entrare nella testa del selezionatore e tanto meno puoi cambiare le procedure più o meno rigide di selezione in azienda. Ma ci sono tante altre cose che puoi fare per assicurarti di aumentare le tue probabilità di trovare un nuovo lavoro più rapidamente.

Per la mia esperienza molte persone sono convinte di star facendo tutto il possibile per trovare lavoro ma in realtà stanno facendo tutto il possibile all’interno di ciò che sanno o immaginano di dover fare.

Spesso ci sono errori di strategia invece che ti portano a fare tanto e non raccogliere nulla. Vediamo quindi alcuni degli errori più comuni che possono rallentare in modo anche grave la tua corsa verso un nuovo lavoro.

Stai facendo questi errori nella tua ricerca lavoro?

1. Mandi sempre lo stesso CV.

2. Mandi una mail e/o lettera di presentazione sempre uguale e anonima.

3. Invii un numero troppo piccolo di candidature mirate.

4. Ti limiti a compilare candidature su annunci online.

5. Hai dei “buchi” di non lavoro nel tuo curriculum che non sono giustificati in modo strategico.

6. In fase di colloquio ti presenti preparato solo della tua buona volontà.

7. Il tuo CV e il tuo Social CV non rappresentano abbastanza bene e in modo chiaro il vero valore che puoi portare all’azienda.

8. Fai, ma non ci credi: il tuo atteggiamento interiore è di scoraggiamento, frustrazione, rabbia che finiscono per trasparire anche a chi entra in contatto con te. Può sembrare un punto un po’ esoterico ma la realtà che la scienza ci insegna ormai da tempo è che non siamo carne e ossa ma un complesso campo energetico e vibrazionale i cui effetti vanno ben oltre a ciò che crediamo.

Come non perdere la testa anche se ancora non trovi lavoro

Ecco quindi 5 consigli per mantenere alto il tuo livello di motivazione durante la ricerca di un nuovo lavoro.

1. Quando non trovi lavoro cambia rotta: poniti obiettivi realistici giornalieri

Il primo consiglio potrebbe sembrare scontato. Eppure la maggioranza delle persone che cerca un nuovo lavoro NON si dà nessun vero e proprio obiettivo. Si parte dall’idea che voglio cambiare lavoro o ho bisogno di trovare un nuovo lavoro e quindi mi metto a mandare curriculum o rispondere ad annunci di lavoro.

Tutto questo senza nessuna strategia precisa e, men che meno, senza nessun obiettivo preciso.

Invece non solo gli obiettivi sono fondamentali per aiutarti a rimanere focalizzato, ma saranno un tuo alleato indispensabile nei momenti di “down” o di scoraggiamento perché saprai che stai lavorando bene e la legge dei numeri prima o poi sarà dalla tua parte.

Perché per quanto possa sembrare scomodo, la ricerca lavoro come ogni altra transazione che comporta la vendita di un qualche prodotto o servizio sul mercato, è una legge di numeri.

1 su 10 compra. Significa che 9 su 10 ti scartano. Certo, puoi migliorare la tua capacità di far sapere al mercato il tuo valore. Puoi fare in modo che 2 su 10 siano interessati al tuo prodotto. Magari 3 su 10 se proprio sei un fuoriclasse. Ma illuderti di piacere a 10 persone su 10 o che 10 persone su 10 comprino il tuo prodotto è irragionevole.

Eppure, se in qualunque azienda degna di tal nome ci sono sistemi di valutazione e metriche di KPI, i Key Performance Index ovvero gli indicatori di prestazione, noi singoli quando ci mettiamo in cerca di lavoro non mettiamo in piedi nessun sistema di tracciatura dei nostri obiettivi e dunque non abbiamo nessun metro di valutazione dei nostri sforzi.

Gli obiettivi invece sono utili per tenere traccia del nostro percorso e, una volta portati a termine, la soddisfazione sarà maggiore.

Potresti a questo punto avere il dubbio di quali siano degli obiettivi ben definiti e misurabili per quanto riguarda la ricerca lavoro. Non puoi certo decidere tu unilateralmente di avere colloqui in un mese giusto?

Questo è uno di quei punti di grande confusione che fanno le persone. Confondono l’obiettivo con il risultato. Il risultato è trovare un lavoro o un nuovo lavoro. Ma l’obiettivo è qualcosa che deve essere pienamente sotto il tuo controllo. E’ come quando vuoi trovarti un nuovo partner, fidanzato, fidanzata che sia.

Il tuo risultato finale è avere un nuovo partner ma questo non dipende solo da te! Dipende anche dal partner o potenziale partner. Un obiettivo invece deve essere qualcosa che sta completamente nel tuo controllo. Altrimenti non è un obiettivo, è un desiderio o un fine che ti stai impegnando a raggiungere. Ma senza controllo sei in panne.

Qual è dunque un buon ragionevole obiettivo nella ricerca lavoro come nella ricerca di un partner?

Per esempio quello di decidere che parteciperai ad X eventi ogni mese. Questa è una cosa che dipende solo da te, al 100%. Se non ci sono X eventi quel mese nella tua zona puoi andare in qualunque altra zona e raggiungere il tuo obiettivo target di eventi/ mese.

Oppure di nuove persone incontrate/mese. O di nuovi contatti su Linkedin/giorno.

Questi sono tutti esempi di obiettivi reali, cioè cose che rientrano tutte e solo nel tuo controllo. Se alla fine del mese hai partecipato a tutti gli X incontri che ti sei prefissato ma ancora non hai trovato lavoro, saprai però di aver lavorato in modo congruente per raggiungere il tuo obiettivo e, come si dice nel marketing, se anche hai raccolto solo dei no fin qui, saprai che ti sarai avvicinato al prossimo sì in modo misurabile.

E più ancora, avrai comunque la sensazione che sei tu che stai tenendo in mano il boccino, sei tu che hai il tuo potere professionale in mano, non il caso, la sorte o la fortuna.

Come si suol dire, la fortuna è in realtà l’opportunità che incontra la preparazione. Se sei preparato con una buona strategia di ricerca attiva e ti impegni quotidianamente ad essere “in strada”, “su piazza” in modo da poter raccogliere l’opportunità quando si presenta, le tue probabilità di successo aumentano immensamente.

2. Ricerca lavoro e resilienza: le storie

Quando pensi che le cose non stiano andando al meglio, ricorda che anche i migliori sono partiti da zero. Una grossa parte della mia spinta motivazionale nei momenti difficili, l’ho sempre trovata proprio da qui: dall’andarmi a leggere storie di persone che sono cadute e si sono rialzate quante volte bastava per arrivare finalmente a poter dire ce l’ho fatta.

Seguo personaggi con handicap che però si distinguono nonostante le loro situazioni a volte apparentemente insormontabili e mi ricordo che se loro possono, io – che sono tutta intera e sana – allora io DEVO.

A volte ricordarci che ci sono persone che pur con molto meno di noi non si danno scuse e quindi ottengono comunque di più di noi, è uno sprone importante. Difficile da mandare giù perché lamentarsi e protestare è più facile. Ma non siamo qui per le cose facili. Siamo qui per le cose che valgono.

3. Quando fare pause nella ricerca lavoro

La ricerca di lavoro è un’attività ardua. Può essere molto demotivante, specialmente all’inizio. È necessario del tempo prima di diventare uno specialista della ricerca.

Ora, è verissimo che è importante definire degli obiettivi precisi, ma al tempo stesso è fondamentale concedersi un giorno di riposo in cui staccare e dedicarti ad attività diverse. Lo dico perché se anche tu sei come me con una certa propensione al tutto o nulla e allo stacanovismo, potresti rischiare di mangiarti tutta la motivazione e la forza di volontà per sfinimento fisico.

Non sono un’esperta di fitness ma chiunque lo sia sa che questo è un concetto fondamentale alla base di ogni attività sportiva: una buona e adeguata fase di riposo per permettere al muscolo di recuperare le forze è indispensabile. Perciò niente nottate ad oltranza sul web a cercare e rileggere sempre gli stessi annunci. Piuttosto molto meglio una bella corsa all’aria aperta.

C’è un bellissimo libro che mi ha veramente aperto la mente a questo riguardo. Si chiama la Forza di volontà e spiega che la motivazione o forza di volontà è un vero e proprio “muscolo” che si potenzia se lo alleni ma, anche, si sfinisce se lo usi oltre la tua portata. E’ quindi importante sia allenarlo – con obiettivi precisi – ma è anche importante prendere i necessari momenti di riposo.

E soprattutto assicurati di avere una STRATEGIA completa, non di contare solo su un “io speriamo che me la cavo” mandando in giro CV a raffica…

4. Ricorda la meta della tua ricerca lavoro

Qualunque atleta o artista di altissimo livello ti racconterà che, all’interno della sua strategia di allenamento, dedica una parte importante del tempo a VISUALIZZARE il momento in cui realizzerà il suo risultato. Il tennista che si vede segnare il match point, il calciatore che si vede fare il goal della vittoria, il pianista che immagina la sua esecuzione perfetta. Come forse saprai, per il nostro cervello in realtà immaginare di fare una cosa o farla realmente attiva le stesse risorse neuronali. Quindi visualizzarti nel momento in cui ottieni realmente il lavoro che sogni e meriti è una parte indispensabile del processo.

So che può sembrarti un po’ sciocco e da legge di attrazione. Ma da ingegnere quale sono, posso assicurarti che la scienza dietro questo apparente “giochino” è enorme e tutta dalla tua parte. Perciò datti una possibilità. Puoi crearti una vision board, una sorta di collage visivo di quello che si desidera sia il proprio futuro. Può includere lo stipendio desiderato, la meta prediletta, qualsiasi tipo di ispirazione legata al lavoro. Le foto possono essere “rubacchiate” dal web o da qualche rivista (io faccio così che non sono brava per niente a disegnare! Ma se hai doti creative puoi anche sbizzarrirti a mano libera con il disegno e colori, è ancora più potente). Dopo di che il consiglio è di riguardarti periodicamente la tua vision board. Ci sono stati dei periodi in cui ho fatto una foto della mia vision board e la tenevo come sfondo del telefono. Altre volte che mi prendevo l’impegno di riguardarla ogni mattina oppure ogni sera prima di andare a letto. L’importante è riportarci consapevolmente l’attenzione ogni giorno o il più spesso che puoi.

Non sai quante delle cose che ho immaginato nelle mie vision board, ho visto poi realizzarsi nel corso degli anni. Certo, non è immediato, ma ha una percentuale di efficacia paurosa.

5. La ricerca di un nuovo lavoro è un viaggio

Ultimo consiglio, non meno importante degli altri, anzi!, è quello di prenderti del tempo per dedicarti alle tue passioni. Questo è un consiglio diverso da quello di rilassarti e staccare la mente. Questo è piuttosto l’invito a dedicarti a te stesso per riscoprire vecchie passioni, imbracciare una chitarra, prendere in mano carta e penna, studiare una nuova lingua, fare dei mandala o andare a correre in bici nei boschi.

Questo perché è impagabile il potere trasformativo e di liberazione di nuove energie che si sviluppa quando fai qualcosa di creativo, che ti esprime, ti fa stare bene e ti fa entrare nella magica condizione di “flusso” di cui parlo anche nel mio libro “un lavoro che vale”, quella condizione in cui il tempo e il mondo attorno a te spariscono.

Quella condizione di flusso e quell’energia che si liberano quando ti dedichi alle tue passioni sono il tuo più grande alleato nell’affrontare le sfide del nuovo mondo del lavoro oggi. Non solo perché ti permettono di ricaricare le batterie ma anche e soprattutto perché se impari ad analizzare e a spremere informazioni su te stesso e su ciò che ti piace e appassiona, in modo da capire come fare per portare tutto questo sul mercato… beh lì hai fatto davvero bingo. Nel senso che puoi usare queste informazioni in modo da trovare non solo un nuovo lavoro, ma un lavoro che vale tutta la tua creatività e talenti migliori.

In conclusione, nonostante il periodo storico sia difficile rimanere motivati è la base per non cedere alla frustrazione. Di vita ne abbiamo una sola, non vale la pena passarla facendo il lavoro sbagliato. Metti in pratica questi consigli, tieni alta la motivazione, assicurati di avere una strategia adeguata e lotta con tutte le tue forze per conquistare il tuo posto nel mondo del lavoro e smettere di soffrire!

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Erica Zuanon

Erica Zuanon

Ex frustrato Ingegnere-ma-volevo-fare-altro, oggi realizzata Content Strategist, Career Coach & Innovation Trainer, guido Aziende e Lavoratori ad affrontare con successo e autorealizzazione le sfide del cambiamento lavorativo nel mondo 4.0 attraverso il metodo proprietario CREEA®. Autrice di Missione Lavoro e Un Lavoro che Vale, ho ideato il progetto Azione IKIGAI per sostenere chi è alla ricerca del proprio perché professionale ma non sa come fare. 

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