“Sono alla ricerca di un lavoro”: quello che dovresti sapere (e nessuno ti ha mai detto)

Labirinto ricerca di lavoro

Sono alla ricerca di un lavoro, cerco da tempo, ho mandato un sacco di CV in giro ma ancora niente.

L’azienda per cui lavori ha chiuso…

Il tuo contratto a tempo determinato scade e ti hanno appena comunicato che non te lo rinnoveranno…

I figli sono cresciuti e ora avresti bisogno di tornare ad occuparti di te, perché stare a casa a guardare il muro non è proprio il tuo stile…

Una spesa improvvisa e inaspettata vi mette in difficoltà: hai bisogno di un nuovo lavoro quanto prima per aiutare in famiglia…

Dopo anni di onorato servizio senza tanti giri di parole ti hanno lasciato a casa e non hai nemmeno idea di cosa fare per ricominciare a cercare…

O magari hai scelto che vuoi cambiare lavoro perché quello che fai ora non va bene, è a termine, non è il lavoro giusto per te, ti crea troppo stress.

Quale che sia la ragione, se sei alla ricerca di un lavoro in questo momento sei in effetti in una condizione impegnativa. Il momento non è sicuramente dei più semplici e paura e frustrazione possono essere sgradevoli compagni del tuo viaggio.

Non è una situazione piacevole quella di ritrovarsi oggi senza lavoro e doversi mettere alla ricerca di un nuovo lavoro in tempi di crisi, devo dartene atto. Soprattutto se non hai nulla di più in mente che mandare in giro curriculum o “chiedere in giro”.

Però ho una buona notizia per te. Stai per scoprire una serie di informazioni fra le più importanti per la tua carriera lavorativa e per il tuo futuro, informazioni che ti metteranno nella condizione di trasformare la tua ricerca di un lavoro da incubo in divertimento.

Quando le avrai capite e messe in pratica comincerai all’improvviso a distinguerti dal resto delle persone attorno a te, al punto che cominceranno a credere che tu abbia preso una scossa durante l’ultimo temporale e ora te ne vai in giro con i superpoteri come Superman.

Può sembrarti esagerato, lo capisco. In un epoca come la nostra in cui la crisi ormai non accenna a diminuire da dieci anni a questa parte, nonostante tutti gli annunci e i proclami pieni di finta speranza con cui cercano di tenerci buoni i politici, credere di poter trovare un lavoro velocemente e senza morire di stress e tensioni, sembra quasi impossibile.

Eppure, quando scopri quello che sto per dirti, all’improvviso tutto cambia e in un modo che ora fai persino fatica ad immaginare.

Le cose da EVITARE se sei alla ricerca di un lavoro

C’è una serie di “brillanti” idee per la ricerca di un lavoro che il mondo ti propone e che ti fanno bene quanto un pugno sui denti.

Tipo queste:

  1. rimettere mano al tuo vecchio Curriculum, ammesso che ne avessi mai fatto uno e ammesso che tu ti ricordassi dove diavolo fosse. Nella peggiore delle ipotesi ti sei messo le mani nei capelli e hai cercato il primo giovanotto in età da università disponibile nella tua cerchia di conoscenti e, con fare implorante, gli hai chiesto: “Mi aiuti a fare il Curriculum?! Non ho la minima idea di come si fa!
  2. hai aperto internet e hai cominciato a cercare su Google “sono alla ricerca di un lavoro”, “cerco lavoro a Torino”, “lavoro offresi Torino” o cose simili, con al più qualche variante – tragica, se continui a leggere fino in fondo capirai il perché – tipo “cerco lavoro Torino, anche senza esperienza”
  3. sei andato nelle agenzie interinali per il lavoro temporaneo nella tua zona, hai compilato pagine su pagine di domande e questionari – metà dei quali senza nessun senso logico – e te ne sei andato con più dubbi di quando sei entrato
  4. hai stampato il tuo bravo curriculum e ne hai inviato un numero variabile di copie (se sei uno zelante ne avrai mandate qualche centinaio, se sei uno più rilassato ti fermi dopo le prime decine)
  5. hai inviato la tua candidatura online in risposta ad alcuni annunci e sei stato già contattato da un certo numero di “aziende” che ti hanno proposto un colloquio “non vincolante per una nota azienda in ampliamento nella sua zona” per la quale stanno facendo una serie di colloqui… in hotel (il che è strano… però anche qui, come per le domande delle agenzie interinali, ti adegui. D’altronde, i professionisti sono loro…)
  6. neanche più vai al bagno senza il tuo cellulare, si sa mai che qualcuno chiami e tu non possa rispondere!

Rimbalzando ripetutamente nei punti fra 1 e 6 più volte, passano i mesi senza che nulla succeda.

Alle volte giri su internet e cerchi anche “guadagnare da casa”, “lavorare da casa”, “lavorare online”, perdi ore a cercare di capire se è qualcosa di serio (qui bastava chiedessi a me: la risposta è NO! e lo dico perché so di poterlo dire con assoluta certezza), altre volte cominci a mettere in dubbio tutto e pensi che forse dovresti metterti in proprio a fare qualcosa di tuo (e questa è un’idea quasi altrettanto rischiosa della precedente, se mi segui arriverai a capire perché!).

Insomma, con poche variazioni sul tema, chi è alla ricerca di un lavoro fa questa “fantastica vita” di disperazione.

Il tutto mentre l’ansia cresce, la preoccupazione di non riuscire anche, il nervosismo e le notti insonni cominciano a farla da padrone, diventi sempre più irascibile e antipatico, smetti di vedere gli amici e diventi un orso odioso da cui, se appena possono, gli altri stanno volentieri alla larga.

La condanna eterna se sei alla ricerca di un lavoro e come evitarla

Ti faccio una domanda semplicissima: se quello che hai fatto fino ad oggi fosse stato una strategia efficace – per te e per i milioni di disoccupati che ci sono in giro (ultime stime danno disoccupazione generale ben sopra il 10%, disoccupazione giovanile quasi al 40%…) – non avresti dovuto forse trovare lavoro già da tempo????

Purtroppo in giro c’è ancora parecchia gente (sedicenti “guru” e – ahimè – molti genitori che ancora non hanno minimamente capito che il mondo in cui sono cresciuti loro è MORTO) che, di fronte a chi è da tempo inutilmente alla ricerca di un lavoro, si inalberano e lo accusano di “fare troppo poco, di non metterci abbastanza grinta”.

Un’altra buona fetta di mondo invece ti picchierà la mano sulla spalla con fare compassionevole dicendoti che “è normale che sia così, c’è la crisi, è una brutta epoca questa in cui viviamo”.

La realtà dei fatti è che entrambi stanno dicendo semplicemente una marea di cazzate.

Nel mercato di oggi non è più sufficiente “fare di più” o “fare meglio degli altri”. E il fattore “crisi” ha un’incidenza veramente marginale sulle vere dinamiche del nuovo mercato del lavoro oggi, la cosiddetta epoca dell’ Industria 4.0.

In realtà il mondo del lavoro, oggi più che mai, è una scienza esatta che devi conoscere per poter usare a tuo vantaggio. Non si può più liquidare l’argomento dicendo con fatalismo “C’è la crisi” né, tanto meno, nascondendosi dietro la sentenza semplicistica del “Se vuoi, puoi. Se non stai riuscendo è solo perché non vuoi abbastanza, perciò credici di più e mettiti in proprio!”.

Essere nel mercato del lavoro dignitosamente oggi, richiede competenze e abilità specifiche che quasi nessuno, soprattutto fra chi è più a rischio – cioè lavoratori e professionisti, dipendenti o autonomi poco importa –, ha in misura adeguata a quello che il nuovo mercato richiede.

Si tratta infatti di competenze e abilità che non solo non vengono insegnate a scuola ma che, anzi, proprio dalla scuola ci viene chiesto con forza di rinunciare, a favore di comportamenti “socialmente funzionali”.

Basta con i mesi eterni di lunga, penosa, ricerca di un lavoro!

Adesso immagina se potessi improvvisamente salire tu al comando della tua ricerca di un lavoro.

Se solo non dovessi più essere stretto nell’ansia di non sapere se e quando qualcuno ti risponderà e si degnerà almeno di dirti “No grazie non ci interessa”…

Se potessi finalmente smettere di stare attaccato alla cornetta del telefono nella speranza che prima o poi squilli e qualcuno si degni almeno di darti un appuntamento per un colloquio…

Se ogni mattina, quando ti alzi, tu avessi ben chiare in mente una serie di azioni TUTTE SOTTO IL TUO DIRETTO CONTROLLO con cui lavorare per la ricerca di un nuovo lavoro, sapendo chiaramente di stare facendo tutto e solo quello che serve davvero per trovare lavoro oggi.

Se potessi smettere di “sperare” e invece potessi agire concretamente e con precisione.

E se fai fatica anche solo ad immaginare una vita di questo genere, ti riporterò per tua comodità il risultato di una ricerca ventennale fatta dal Prof. Seligmann, psicologo americano di fama internazionale: quando un essere vivente (dal topo di laboratorio ai cani, fino naturalmente all’uomo) sente di essere in una situazione in cui non può avere nessuna possibilità di controllo e qualunque cosa faccia è del tutto inutile, apre la porta ad un malessere che può crescere fino alla depressione.

Guarda caso altri studi – ad esempio quello a cura degli psicologi Clark e Oswald riportato nell’articolo “Unhappiness and Unemployment” (Infelicità e Disoccupazione) –  riferiscono che dalla loro analisi è chiaramente emerso come “La mancanza di lavoro nuoce al benessere più di ogni altra singola caratteristica, comprese altre circostanze fortemente negative come la separazione o il divorzio”.

Come internet e l’economia hanno cambiato la ricerca di un lavoro per sempre

Ci sarebbe moltissimo da discutere a questo riguardo e magari lo farò in uno dei prossimi post. Per ora mi limiterò a parlarti dell’elemento più decisivo nel cambiamento epocale in atto.

Parliamo della cosiddetta REPUTAZIONE DIGITALE. La maggior parte delle persone tutt’oggi è convinta che i social siano il posto dedicato al cazzeggio. Chi odia cazzeggiare odia i social e ne sta alla larga, tutti gli altri più o meno attivamente si dedicano appunto ad intrattenersi distrattamente, riempiendo il loro tempo di faccine, mi piace, foto di gattini e fidanzati o piatti mangiati al ristorante.

Ma quello che ancora troppo pochi considerano invece, soprattutto e a maggior ragione se sei alla ricerca di un lavoro!!!, è che i social sono anche il modo in cui i selezionatori o i tuoi potenziali clienti – se sei un autonomo – vanno a finire quando, spontaneamente, prima di avere a che fare con te, vanno a farsi un giro per capire che tipo di persona sei.

Potremmo parlare altre diverse ore anche di questo, ma sarebbe già un grandioso risultato se tu IMMEDIATAMENTE andassi a vedere che tracce stai lasciando in questo momento con il tuo profilo Facebook.

Uno che atterra sulla tua pagina cosa vede?

Sappi che:

  1. Se non ti trova o trova un profilo aperto ma mai usato, penserà che sei un orso a-sociale e non tecnologico e questo, sia che tu abbia una certa età, sia che tu sia un giovane, è un PESSIMO biglietto da visita
  2. Se ti trova e ci vede sopra solo contenuti di protesta, di rivendicazione, di lamentele o di cavolate insensate, è un PESSIMO biglietto da visita

E questo è solo un aspetto della Reputazione Digitale, la cosiddetta analisi Passiva. Il vero gioco comincia quando ti strutturi per fare un lavoro ATTIVO.

LibroCorso Missione Lavoro
Erica Zuanon

Erica Zuanon

1/2 Ingegnere e 1/2 Pianista, 2 figli, 1 marito, 1 cane, 2 libri pubblicati (per ora).


Ex frustrato Ingegnere-ma-volevo-fare-altro, oggi felicissima Web Content Strategist, Career Coach & Innovation Trainer guido Aziende e Lavoratori ad affrontare con successo e autorealizzazione le sfide del cambiamento lavorativo nel mondo 4.0 attraverso il metodo proprietario CREEA®.

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