Annunci di Lavoro: istruzioni anti-falsi e anti-truffe per non perdere tempo e soldi

Annunci di Lavoro: croce e delizia. Più croce che delizia, in verità. Se sei alla ricerca di un nuovo lavoro, se stai valutando di cambiare lavoro e cerchi di capire che altro lavoro fare e cosa propone il mercato, le bacheche di annunci possono essere estremamente frustranti. Talvolta addirittura pericolose.

Che tu sia un rampante giovane che vuole cambiare lavoro a 30 anni per fare carriera, un genitore in crisi di mezza età che sta valutando se è troppo tardi pensare di cambiare lavoro a 40 anni o che tu sia una persona matura sbalzata fuori da uno scossone del mercato e adesso devi pensare a cambiare lavoro a 50 anni; qualunque stadio della tua vita lavorativa tu sia in questo momento, con ogni probabilità prima o poi finirai a guardare le bacheche di annunci di lavoro e i siti di annunci di lavoro.

Cambiare lavoro senza usare le bacheche di annunci.

Online, sulle riviste specializzate, nel quotidiano della tua città, anche tu hai sicuramente spulciato una o più volte alla ricerca di qualche novità.

Ed è quindi molto probabile che anche tu abbia avuto uno o più di questi dubbi:

  • Come faccio a sapere se sono vere opportunità di lavoro o truffe?
  • L’annuncio per cui ho risposto è “sparito”. Non ho più avuto risposte. Sto sprecando il mio tempo ad aspettare o li dovrei forse ricontattare?
  • Vedo continuamente questo stesso annuncio ormai da anni. Significa che il posto è ancora disponibile o è magari una trappola?
  • Non c’è nessun annuncio utile nel mio campo. Cosa dovrei fare?

Per quanto le bacheche di annunci – online ed offline – siano solo uno degli strumenti possibili da utilizzare nella fase di ricerca attiva del tuo nuovo lavoro (e non sono nemmeno il più utile, anzi!) se proprio vuoi utilizzare anche questa via, voglio darti alcune istruzioni preziose per non perdere più tempo del necessario a rincorrere unicorni volanti.

Perciò partiamo con lo sgomberare il campo dalla cosa più rischiosa: il pericolo di cadere in annunci di lavoro truffa.

Offresi lavoro con truffa annessa

Il Salvagente, rivista online Leader nei Test di laboratorio contro le truffe al consumatore, ha condotto un’inchiesta sul mondo degli annunci (ingannevoli) di lavoro, sentendo l’esperienza della Cgil Firenze e del Sol Cgil Firenze.

<<“Cercasi magazzinieri, archivisti e amministrativi”. “Ottima retribuzione, possibilità di carriera”. “Lavora da casa, guadagni assicurati”. Il mondo degli annunci di lavoro è una strada lastricata di grandi promesse che troppo spesso conduce a raggiri, bugie quando non addirittura truffe. Riviste specializzate, siti web, mailing list, social network, se la tecnologia ha moltiplicato i canali di ricerca per chi è a caccia di una occupazione, la velocità senza luogo e spesso senza volto della rete ha acceso la miccia all’esplosione del fenomeno delle offerte di lavoro ingannevoli, ambigue o finalizzate ad altro rispetto a quanto pubblicizzato.

È capitato più o meno a chiunque almeno una volta: si legge una inserzione che sembra perfetta per le proprie aspirazioni, si chiama, si manda un curriculum, si viene convocati per un colloquio che risulta poco più che una messinscena e alla fine si scopre, nella migliore delle
ipotesi, che il lavoro pubblicizzato non esisteva e quello che la società offre in realtà è una mansione completamente diversa quando
non un qualche raggiro economico di cui il candidato rischia di diventare vittima. Un (brutto) film già visto migliaia e migliaia di volte.

Una situazione aggravata dalla crisi economica degli ultimi anni, che ha trasformato per milioni di giovani e non solo il mercato del lavoro in una sorta di caccia disperata all’occupazione. E se resta ancora molto bassa la percentuale di quanti si rivolgono ai Centri per l’impiego e alle Agenzie per il lavoro, il mondo degli annunci di lavoro resta ancora il canale privilegiato di ricerca per tutti o quasi. Una prateria in cui il proliferare di siti bacheca di lavoro e banche dati di dubbia affidabilità hanno aperto spazi prima impensabili a inserzionisti privi di scrupolo e truffatori di ogni tipo.>>

Inizia così l’articolo di approfondimento dedicato nel settembre 2018 da Il Salvagente al fenomeno preoccupante degli annunci di lavoro truffa.

Adiconsum e Movimento Difesa del cittadino, in un dossier “Lavoro sicuro” confermano: <<In questo contesto trovano terreno fertile truffatori e profittatori di ogni genere, che mettendo in campo tecniche e strategie di comunicazione ben collaudate e grazie ad offerte di lavoro molto allettanti attirano in trappola i più sprovveduti (ma non solo).

E specialmente nel caso delle truffe perpetrate attraverso il Web – che, come è noto, è l’habitat ideale di truffatori di ogni specie – sono proprio i giovani ad essere maggiormente colpiti. Anche gli annunci di lavoro pubblicati su giornali o riviste, tuttavia, nascondono spesso brutte sorprese. Le testate specializzate, vivendo soprattutto di pubblicità e inserzioni, sono assai poco selettive, pubblicano di tutto, e finiscono col favorire proprio gli inserzionisti privi di scrupoli.>>

Annunci di lavoro truffe: porta a porta mascherato e molto altro

Ha subito un boom negli ultimi anni il fenomeno degli annunci di lavoro finalizzati ad altro: ci si candida per posizioni di solito amministrative o di magazzino e dopo colloqui di facciata e continui silenzi in risposta alle domande sulla forma di contratto e la tipologia di lavoro si finisce a fare vendita porta a porta per i prodotti più disparati. Di solito contratti telefonici, servizi per la fornitura di energia elettrica e gas oppure aspirapolvere (che preferibilmente devi iniziare a vendere a familiari e amici di cui verranno chiesti i nominativi per una lista di potenziali clienti), strumenti per pulire tappeti o di apparecchiature per purificare l’acqua.

Ma la fantasia dei truffaldini è inarrestabile. Altre frodi frequenti in campo di annunci di lavoro riguardano:

• Annunci di lavoro truffa – Lavoro a domicilio. Vengono promessi grandi guadagni per l’assemblaggio e/o il confezionamento di prodotti, dietro pagamento delle spese di invio del materiale da utilizzare, che spesso il candidato non riceve.

• Annunci di lavoro truffa – Vendite porta a porta. Vengono richiesti versamenti per poter iniziare a lavorare cui non segue alcun contratto di lavoro, né tantomeno prodotti da vendere.

• Annunci di lavoro truffa – Servizi telefonici a pagamento. Non si ottiene alcun contratto di lavoro. L’annuncio ha l’unico scopo di far sì che chiami il maggior numero di persone possibile.

• Annunci di lavoro truffa – Banche dati. Vengono promessi colloqui di lavoro dietro inserimento, a pagamento, dei propri dati personali in ipotetiche banche dati di aziende.

• Annunci di lavoro truffa – Corsi di formazione. Vengono promessi posti di lavoro dietro iscrizione e/o frequenza di corsi di formazione, senza mantenere poi la promessa.

• Annunci di lavoro truffa – Borse di studio. Coprono solo una parte del costo completo del corso, che resta a carico dello studente. Inoltre i titoli rilasciati al termine dei corsi spesso non hanno alcun valore nel mondo del lavoro.

• Annunci di lavoro truffa – Book fotografico. Vengono promessi contratti strabilianti nel mondo dello spettacolo, a patto che si commissioni un book fotografico per il quale sono richieste cifre intorno ai 1000 euro, cui non segue alcuna offerta di lavoro.

• Annunci di lavoro truffa – Associazione in partecipazione. Forma di raggiro che colpisce soprattutto le donne. Chi risponde all’inserzione dopo una serie di colloqui firma un contratto che crede sia un normale contratto di lavoro, ma in realtà è un contratto di associazione in partecipazione con compensi molto bassi e senza contributi.

• Annunci di lavoro truffa – Falsi periodi di prova. Con il miraggio di una futura assunzione, i giovani sono indotti a lavorare per mesi per compensi irrisori ed orari durissimi. Una volta terminato il “tirocinio”, l’azienda chiude e si sposta altrove.

• Annunci di lavoro truffa – Trasferimento di denaro. Il lavoro consiste nel mettere a disposizione il proprio conto corrente per il transito di denaro. Una volta ricevuto il bonifico, si trattiene solo la percentuale pattuita come compenso, ed il resto si trasferisce secondo le istruzioni ricevute. Il problema è che quei soldi sono il frutto di attività illecite: collaborare al loro trasferimento significa rendersi complici di un reato!

• Annunci di lavoro truffa – Catene di Sant’Antonio e marketing piramidale. L’offerta di lavoro consiste nel diventare soci e procacciare a propria volta nuovi soci, facendo sottoscrivere contratti simili al proprio. Quest’attività è illegale in Italia, perché non rivolta alla vendita di beni o servizi, ma di reclutamento di utenti.

• Annunci di lavoro truffa – Documenti da firmare. Un’altra forma di frode può essere rappresentata da quei documenti sottoposti dal datore di lavoro alla firma del proprio dipendente contenente dichiarazioni di rinuncia ai propri diritti o a qualsiasi altra pretesa o rivendicazione. Tali documenti, infatti, sono validi solo se contenuti in accordi scritti stipulati ai sensi del Codice di procedura civile, siglati o in sede sindacale o dinanzi a un funzionario della Direzione provinciale del lavoro.

“Le frodi perpetrate ai danni di chi cerca di lavoro – denunciano Adiconsum e Movimento difesa del cittadino che tempo fa hanno redatto il dossier “Lavoro Sicuro” – presentano risvolti psicologici e sociali gravi”. A livello personale, spiegano, “producono nelle vittime un abbassamento della propria autostima”. A livello sociale, “minano la fiducia e le aspirazioni dei giovani che vedono nel lavoro non solo uno strumento di realizzazione personale, ma anche di contributo dato alla società”.

Lavoro anomalo: come ti scovo gli annunci di lavoro truffa online

Da sei anni su Facebook “Lavoro Anomalo” raccoglie e pubblica i nomi e le storie di società che nascono e scompaiono dopo aver prosperato con annunci ingannevoli. Un database preziosissimo per chi non vuole sorprese. L’ideatore di “Lavoro Anomalo” è Gabriele che nel 2012 attorno a una birra al pub con gli amici si scambiava racconti, esperienze e sfortune delle rispettive ricerche di lavoro.

“Ho capito che potevo fare la stessa cosa sulla rete per provare ad aiutare molti altri ragazzi che si trovavano nelle nostre stesse condizioni”, ha detto Gabriele che di esperienze precarie e lavori più o meno saltuari Gabriele aveva imparato suo malgrado a occuparsi da tempo.

“Anni di lavoro interinale, dal commerciale alla telefonia mobile fino ad arrivare agli store temporanei negli ipermercati per la
vendita di elettrostimolatori. Ho lavorato per anni da stagionale nella grande distribuzione e altri da interinale come tecnico metalmeccanico per una azienda che si occupava della realizzazione di pompe di benzina. Contratti più o meno lunghi, poi una settimana a casa per ricominciare daccapo ed eludere il limite per non far scattare l’obbligo di assunzione”.

Da quell’esperienza, da quel senso di impotenza di fronte alle dinamiche del lavoro e agli squali che popolano quelle acque, nasce “Lavoro Anomalo”.

Ed è proprio il senso di impotenza il nemico principale di chi deve trovare un nuovo lavoro in fretta o vorrebbe cambiare perché lo stress da lavoro insoddisfacente lo sta logorando. Ma come spero tu stia ben capendo, non è nel mondo degli annunci di lavoro che troverai la risposta migliore. Prima di vedere qual è la strategia realmente efficace per una buona ricerca lavoro attiva senza pericoli, continuiamo il nostro triste viaggio negli annunci di lavoro truffa: prevenire è meglio che curare

Offerte di lavoro per spillare soldi, la truffa corre su Telegram

Se pensi che questi annunci di lavoro truffaldini siano ormai storia passata, devo ricordarti che la creatività della premiata ditta Gatto&Volpe è inarrestabile.

È ad esempio di ottobre 2020 la segnalazione della Polizia postale che scrive: “Giungono numerose segnalazioni di false offerte di lavoro veicolate tramite canali Telegram che, utilizzando logo e intestazione di Agenzie che offrono servizi di somministrazione del lavoro traggono in inganno ignari candidati”.

A coloro che aderiscono alla proposta lavorativa viene inviata una bozza di contratto a tempo determinato con contestuale richiesta di documenti d’identità, codice fiscale e iban con la falsa promessa di un successivo accredito di un corrispettivo di euro 200 a settimana o in alternativa 800 euro al mese a fronte della pubblicazione, da parte del candidato, di un certo numero di annunci su gruppi di offerte lavorative presenti su noti social network.

Annunci di lavoro Linkedin: almeno lì sono al sicuro?

La risposta è… insomma.

come ben ricorda Massimo Rosa, tra i più noti e stimati Head Hunter in Italia,

Non basare la tua ricerca di lavoro sugli annunci.
Sono una perdita di tempo perché competi con centinaia di candidati contemporaneamente e spesso il tuo CV viene scartato da un robot (ATS).

Massimo Rosa, Head Hunter

A questo aggiungi una triste verità poco conosciuta: molti degli annunci di lavoro su Linkedin e in generale nel web sono SCADUTI. Esatto, hai capito bene.

“Cercare lavoro è una vera impresa. Chi ogni giorno scruta gli annunci online alla ricerca di un impiego sa bene quanto questa attività possa essere complessa. Basta confrontare in modo costante le offerte pubblicate online per rendersi conto di quanto spesso queste siano poco attendibili. Molti annunci sono scaduti, ma continuano a essere pubblicati in modo automatico, altri sembrano offrire la luna, ma mascherano proposte misere, altri ancora cercano profili junior alla prima esperienza con competenze tali da riempire un’intera pagina di Word.”

Business Insider Italia

Personalizza la tua ricerca di lavoro in modo strategico

Come ripeto sempre, cambiare lavoro e/o carriera è un processo articolato e complesso.

Niente che si possa fare sperando di alzarti un giorno con l’intuizione magica di sapere cosa vuoi fare d’altro.

E men che mai niente che si possa ottenere semplicemente trovando annunci che ti sembrano più o meno pertinenti e sparando Curriculum a raffica come se non ci fosse un domani.

Per riuscire a trovare il tuo prossimo lavoro giusto, ad avanzare verso una situazione migliore nella tua carriera professionale, anziché correre il rischio di tornare indietro come i gamberi e perdere anche quello che già di buono avresti nella tua vita, è indispensabile che tu abbia una STRATEGIA di CARRIERA.

Nel frattempo, ecco 5 domande che ti possono aiutare a strutturare la tua strategia, nella TUA specifica situazione. Lavoraci sopra e non prendere queste istruzioni “sottogamba”. 10 minuti adesso possono risparmiarti un sacco di frustrazione e tempo perso in futuro.  

5 domande da farti PRIMA di affrontare qualunque bacheca di annunci di lavoro, se vuoi cambiare lavoro

  • Come vengono pubblicizzati i posti di lavoro nel mio campo, tipicamente?

Quanto sei a conoscenza delle pratiche più diffuse attualmente nel tuo settore? Prova a pensare alla tua stessa carriera. Se sei stato nella stessa posizione per un certo tempo, chiedi ad amici e colleghi come hanno ottenuto il loro attuale lavoro. Le bacheche di annunci sono più efficaci in alcuni campi che in altre. Come funziona la cosa nel tuo campo? Se per caso sei nella fortunata condizione che il tuo settore ha dei posti specifici in cui vengono inseriti gli annunci buon per te. Quello è naturalmente un buon posto da cui cominciare.

  • Quali sono i miei obiettivi di carriera?

All’inizio è probabile che tu abbia le idee confuse sul da farsi.

Man mano che il tempo passa però è indispensabile che tu limiti la tua ricerca all’interno di un numero limitato di ipotesi e settori.

No il “Mando più CURRICULUM che posso a raffica NON è una strategia”.

Le aziende che mettono annunci su una bacheca (online o via agenzie interinali) tipicamente è perché hanno un posto che vogliono-devono riempire rapidamente. Detta in altro modo, se non fossero alla frutta e non avessero già sondato fra tutti i loro contatti e le possibili altre alternative, non si butterebbero mai nella mischia degli annunci online né alla mercè delle costose agenzie interinali.

Quindi fai molta attenzione a definire quanto prima e quanto più velocemente possibile i tuoi obiettivi di carriera. Tanto più se stai cercando qualcosa di diverso da quello che hai fatto fino ad oggi.

Innanzitutto è difficile sapere cosa comporta esattamente un nuovo ipotetico lavoro che non conosci (e questo ti rende meno efficace nel cercarlo e soprattutto nel proporti).

In secondo luogo, se punti ad un nuovo lavoro per cui non hai esperienza e cerchi di “riqualificarti”, competi con tutti quelli che a differenza tua hanno conoscenze e competenze in quel settore.

Entrambi questi ostacoli non sono affatto insormontabili, se sai come fare. Ma per farlo ti serve una precisa STRATEGIA di carriera.

  • Come posso usare la tecnologia per risparmiare tempo e non per perdere tempo?

Non esiste niente di più facile che rimanere risucchiati da ore di ricerca su internet.

Senza scomodare le ricerche di neuroscienze che comunque dimostrano quanto ci siano dei meccanismi bio-chimici di “ricompensa” attivati dal fatto di cercare qualcosa di nuovo nel web, è un dato di fatto che conosci bene anche tu.

Quante volte ti è capitato di trovarti bruciate diverse mezz’ore “ipnotizzato” dentro qualche ricerca su internet, fosse anche solo del prossimo paio di scarpe da running che vorresti comprare?

Per questo motivo è indispensabile che una parte del tuo piano di carriera sia strategicamente rivolta a definire quanto tempo dedicare alla ricerca e soprattutto agli obiettivi della ricerca.

Come diceva il buon Seneca, “Nessun porto è sicuro per il marinaio che non sa dove andare”. Questo vale perfettamente anche nel nostro caso.

Cerca di fare uso di aggregatori di notizie (strumenti che ti permettono di raggruppare informazioni che riguardano un unico tema) per essere sempre aggiornato sia sul settore che ti interessa sia sulle aziende che ne fanno parte.

Fai uso di filtri di ricerca (i cosiddetti “operatori booleani” tipo and/or/exor) per limitare la tua ricerca nei settori che ti interessano o anche semplicemente nell’area geografica che ti interessa..

La conoscenza del campo di “battaglia” è indispensabile per assicurarti la vittoria.

Ma ricorda che questa della ricerca degli annunci online, come ben spiego in Potere Professionale, è solo uno (e non il più efficace affatto) degli strumenti che hai bisogno di conoscere per andare a Caccia del tuo prossimo Lavoro Giusto.

  • Ho bisogno di usare specifiche parole chiave nel mio materiale di presentazione?

Qui in Italia la cosa è ancora molto poco conosciuta, a parte qualche notizia eclatante come quella che è girata su Ikea, in cui ormai le selezioni vengono fatte puramente attraverso un Intelligenza Artificiale, un software insomma.

Gli ATS (applicant Tracking systems) sono dei programmi automatici di pre-selezione e scrematura dei curriculum che in realtà però vengono usati sempre più spesso, soprattutto dalle aziende medio grandi.

E in ogni caso, anche per le aziende più piccole, quando passano attraverso le bacheche di annunci per raccogliere curriculum, se non è un software è un umano che pre-seleziona i curriculum decidendo chi scartare e chi tenere.

Su questo tema ci sarebbe da scrivere un libro e non sarebbe un libro nemmeno molto divertente. Nel senso che i “bias”, i preconcetti di valutazione di chi deve smistare i curriculum sono tantissimi e spesso imprevedibili.

Sapere quali sono i “bias” tipici dei selezionatori però ti permette di ridurre la già fin troppo alta probabilità che il tuo CV finisca nel cestino.

Morale della storia: spero tu sia sempre più convinto che usare le bacheche di annunci per trovare la tua prossima occasione di colloquio è uno strumento efficace quanto un coltellino svizzero in una guerra nucleare.

Detto questo, se proprio vuoi usarlo e non hai ancora studiato il mio Potere Professionale, allora fai in modo di assicurarti che il tuo CV sia in ordine e contenga le parole chiave che interessano all’azienda.

Come fai a sapere quali sono? Studia al microscopio l’annuncio e cerca di ricalcarne lo stile e i termini anche nella realizzazione del tuo CV.

  • Sono preparato abbastanza sull’azienda o settore nuovo in cui voglio andare?

Lo abbiamo già detto ma lo ripetiamo: la conoscenza del terreno di battaglia è un fattore DECISIVO per il tuo successo o insuccesso.

E una delle cose più importanti da conoscere è la tua preda-obiettivo.

Cosa conosci dell’azienda a cui stai mandando il tuo CV?

Se tutto quello che sai è il titoletto generico che trovi scritto nell’annuncio… no buono.

Siamo nel 2020. L’Odissea nello Spazio magari non la puoi fare, ma chiedere a zio Google informazioni sulla tua prossima preda-lavoro è assolutamente alla tua portata.

Okkio alle trappole: 10 consigli anti annunci di lavoro truffa

Ecco quindi 10 regole d’oro per non cadere vittime di un raggiro, a cura di Adiconsum e Movimento Difesa del cittadino

  1. Ricordate che le aziende affidabili non nascondono nulla: descrivono subito il lavoro offerto, i requisiti richiesti e il compenso. Fanno leggere e firmare un contratto prima di iniziare qualsiasi sorta di attività.
  2. Ricordate che una società seria che vi offre un’occupazione (in ufficio o da casa), vorrà certamente vedere prima il vostro curriculum vitae e le vostre
    referenze.
  3. Ricordate che quando un’offerta sembra troppo bella per essere vera, probabilmente è falsa.
  4. Diffidate delle aziende che non indicano la propria ragione sociale e partita Iva.
  5. Effettuate ricerche online – ad esempio nel Registro Imprese della Camera di Commercio o sul sito dell’Agenzia dell’Entrate – per verificare l’affidabilità dell’azienda proponente.
  6. Diffidate delle aziende che vi chiedono contributi economici per poter avviare il rapporto di lavoro.
  7. Non acquistate kit o materiali di qualsiasi tipo necessari per l’avvio di un’attività a domicilio.
  8. Diffidate di chi vi chiede di fornire dati personali, indirizzi e-mail e recapiti telefonici con la promessa di ricontattarvi: spesso si tratta soltanto di catene di Sant’Antonio.
  9. Prendetevi sempre tutto il tempo necessario per riflettere e verificare la validità e l’autenticità dell’offerta. Diffidate di chi ha fretta di farvi concludere.
  10. Non iscrivetevi a corsi o training di avviamento al lavoro a vostre spese. Di solito è l’azienda che assume a farsi carico delle spese per la formazione dei dipendenti. Nei rari casi in cui il corso viene addebitato al lavoratore, il corrispettivo non deve essere anticipato, ma verrà detratto dal primo stipendio.

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Erica Zuanon

Erica Zuanon

Ex frustrato Ingegnere-ma-volevo-fare-altro, oggi realizzata Content Strategist, Career Coach & Innovation Trainer, guido Aziende e Lavoratori ad affrontare con successo e autorealizzazione le sfide del cambiamento lavorativo nel mondo 4.0 attraverso il metodo proprietario CREEA®. Autrice di Missione Lavoro e Un Lavoro che Vale, ho ideato il progetto Azione IKIGAI per sostenere chi è alla ricerca del proprio perché professionale ma non sa come fare. 

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