Cambiare lavoro a 40 anni: follia di mezz’età o scelta necessaria?

cambiare lavoro a 40 anni

Cambiare lavoro a 40 anni è un pensiero che attraversa la mente di un numero sempre maggiore di persone, ma porta con sé mille dubbi incertezze: la paura di perdere quello che si è conquistato, la preoccupazione di non trovare niente di meglio, il pensiero di non sapere cos’altro poter fare, l’ansia che sia ormai troppo tardi per realizzare i propri sogni.

Pochi sanno però che spesso non è necessario fare rivoluzioni drastiche: è spesso possibile ri-organizzare la tua vita lavorativa e la tua carriera, con l’aiuto degli strumenti e della strategia giusta, in modo da agire sulle leve dell’insoddisfazione lavorativa riducendola di moltissimo.

E se proprio questo non fosse possibile nella tua specifica situazione, gli strumenti e la strategia giusta ti guideranno a capire quando e come cambiare lavoro nel tuo caso, avendo chiaro che lavoro fare d’altro e liberandoti finalmente dello stress da lavoro.

Ne parliamo in questo nuovo post.

Cambiare lavoro a 40 anni… che ansia!

A 40 anni stai per girare la boa del tuo secondo decennio nel mondo del lavoro. Se hai sempre fatto pressochè lo stesso tipo di attività o magari proprio lo stesso lavoro nella stessa azienda, hai sicuramente maturato parecchia esperienza. E probabilmente sei anche riuscito a salire la scala del successo in modo abbastanza soddisfacente.

Peccato però che in questo momento non ti senti più così soddisfatto di quello che stai facendo. O magari ti sei reso conto che nel tuo attuale lavoro non hai più possibilità di fare passi in avanti e, se anche sei uno di quelli che ama il proprio lavoro, non vuoi rimanere fermo in una situazione di stallo.

O, più probabilmente, anche tu sei rimasto vittima di uno dei tanti scossono che in questo periodo riguardano sempre più aziende e la tua situazione attuale, per mille possibili motivi diversi, è cambiata e tu non sei più così a tuo agio com’eri prima. O la tua insoddisfazione ha subito un brusco aumento: devi lavorare di più perché sono stati fatti tagli di personale ma non di lavoro, ti hanno demansionato perché quel tipo di attività che facevi ora è stata delocalizzata, ti stanno facendo mobbing pesante perché sia tu ad andartene e non ti debbano licenziare, è arrivato un nuovo management a seguito della fusione della tua azienda con una grossa multinazionale estera… E si potrebbe continuare a lungo.

Di motivi per ritrovarsi a pensare di cambiare lavoro a 40 anni ce ne sono veramente tanti.

Due i dilemmi che tipicamente si propongono alla mente di chi a 40 anni pensa di cambiare lavoro e magari anche vita:

1) non sarà troppo tardi per cambiare lavoro a 40 anni?

2) non voglio più fare quello che sto facendo, ma non ho idea di che lavoro fare di diverso, a quest’età ormai?

3) sì è vero, lo stress sul lavoro è arrivato a livelli massimi e l’insoddisfazione anche, ma è pur sempre un lavoro sicuro: se dovessi cambiare lavoro e finire dalla padella alla brace? Non sarà anche questo solamente un effetto della crisi di mezz’età?

Voglio cambiare lavoro a 40 anni… ma è normale?

Rapido flashback… (o triste tuffo in avanti, come preferisci).

Le ferie sono appena finite ma sono già un ricordo pieno di nostalgia.
Se non sei già tornato al lavoro, stai per farlo fra pochi giorni.
E ti senti il cuore pesante come un macigno.

Già sarebbe difficile avere “solo” una normale sindrome da rientro. Ma nel tuo caso la faccenda è molto più grave.

Perché tu ormai provi una pura, profonda, inarrestabile avversione per il tuo lavoro.

Non è solamente che stare in vacanza è più bello che lavorare, come normale per tutti.

E’ che per te, ormai da tempo, la situazione al lavoro è diventata insostenibile.

Non ti senti valorizzato nel posto in cui sei.

Hai provato a fare carriera e migliorare la tua posizione già diverse volte ma qualcosa finisce invariabilmente per andare storto.

O magari hai un posto di prestigio ma lo stress e il malessere che vivi quotidianamente è arrivato ai limiti di ogni sopportazione.

Forse hai un lavoro che ti paga bene ma ti senti completamente svuotato, senza forze né interesse per quello che fai e non riesci a trovarci più un senso… ammesso che un senso ci sia mai stato.

Quale che sia la tua specifica situazione, ormai hai smesso anche di dirlo agli altri, stanco com’eri di sentirti ripetere “E’ normale, porta pazienza, sarà solo un momento di stress particolare, non fare sciocchezze, hai così un buon lavoro, ce l’avessi io un buon lavoro così!”

E così il sogno di cambiare lavoro, il pensiero di chiuderti la porta dietro le spalle e cambiare vita una volta per tutte, è diventato un’ossessione silenziosa che ti logora giorno dopo giorno.

Ma come fare?
Come essere sicuri di non fare un passo falso?

Cambiare lavoro a 40 anni: non è detto che debba essere come pensi

La storia di Roberto

Roberto è un uomo sulla quarantina, occhi scuri e aspetto distinto. Lavora in un’azienda informatica e si occupa di fare da “mediatore” fra l’ufficio ricerca e sviluppo e l’ufficio commerciale. Negli ultimi tempi ha dovuto affrontare diversi problemi legati alla qualità dei prodotti: l’ufficio commerciale dava la colpa alla ricerca e sviluppo. La produzione si lavava le mani nascondendosi dietro le procedure fumose dell’ufficio qualità e la direzione finiva invariabilmente per riversare la responsabilità su Roberto.

Riunioni stressanti, straordinari, tensione alle stelle non facevano che aumentare il senso di disgusto di Roberto per il proprio lavoro.

Da tempo non trovava più nessuno stimolo in quello che faceva, ma la situazione che si era venuta a creare aveva fatto traboccare il vaso della sua impazienza.

Vorrei cambiare e andarmene. Li lascerei tutti lì dove sono, a marcire nelle loro assurde guerre a scaricabarile. Il problema è che ho un buon contratto a tempo indeterminato, ho diversi anni di anzianità e non saprei come fare per ricominciare da capo. Per non parlare del fatto che solo a parlare di cambiare lavoro, mia moglie diventa una vipera. Con due bambini piccoli e il suo lavoro part time non mi posso certo permettere il lusso di un “periodo sabbatico”. Ma la situazione è diventata insopportabile. Non riesco a dormire, ho una gastrite che mi fa vedere i sorci verdi e sono così nervoso che non riesco più neanche a divertirmi quando usciamo con gli amici. Mi infurio per un nonnulla e se solo potessi mi chiuderei in una caverna…”

Il potere di cambiare lavoro

Quello che accomuna la maggior parte delle persone che vorrebbero cambiare lavoro è il senso di impotenza, di avere le mani legate.

Ci si sente in un vicolo cieco, bloccati su tutti i lati dal ruolo conquistato a fatica, dagli impegni economici, dalle opinioni della gente, dai vincoli e le aspettative dei familiari.

Il famoso psicologo Martin Seligmann ha dimostrato, attraverso una serie di esperimenti già negli anni ’80, che una delle cause scatenanti principali della depressione è il senso di IMPOTENZA.

Quello che devi sapere prima di decidere se cambiare lavoro a 40 anni

Quando senti di non avere il controllo sulla tua vita non riesci più a ragionare lucidamente, tendi a re-agire anziché ragionare lucidamente e questo ti impedisce di vedere alternative.

Ma non per questo le alternative non ci sono. Solo che tu non riesci a vederle.

Sei come un cacciatore che viene colto dalla notte impreparato: non è che le prede non ci siano, solo che lui non ha strumenti per vederle. Se solo avesse a disposizione un visore ad infrarossi, per esempio, la situazione per lui migliorerebbe immediatamente.

Allo stesso modo,

quello che spesso si nasconde dietro una situazione di insoddisfazione lavorativa è una grave mancanza di POTERE PROFESSIONALE.

Un potere che, quando lo riprendi nelle tue mani, ti permette di vedere alternative, scegliere quando e se cambiare lavoro senza paure né preoccupazioni. Ti permette di dare forma al tuo lavoro in modo quanto più possibile vicino alle tue migliori caratteristiche personali, ai tuoi punti di forza e alle tue “passioni”.

Purtroppo però, per come è impostata la nostra società e il nostro modo di pensare il lavoro, la maggior parte di noi vive la propria vita lavorativa in modalità completamente passiva da questo punto di vista. Ma la realtà dimostrata dalla scienza e poco conosciuta ancora dai più è che fare un lavoro che ti soddisfa a 40 come a 50, come a 30 anni, è indispensabile non solo per la tua salute psicofisica ma anche per stare a mercato oggi.

Le aziende che prosperano cercano persone valide, appassionate, motivate, proattive, non amebe tristi disposte a vendere l’anima al diavolo pur di portare a casa lo stipendio.

Quindi, se stai valutando se cambiare lavoro a 40 anni, non buttare via l’idea solo perché temi che sia l’insoddisfazione di mezz’età. Tutt’altro!

Molto più probabilmente è la tua anima che sta bussando alla porta per ricordarti che hai una missione da svolgere, di vita ne hai una ed è un delitto buttarla via facendo il lavoro sbagliato.

La mancanza di senso che porta a voler cambiare lavoro a 40 anni

C’è un interessantissimo libro dal titolo “Alive”, di un neuroscienziato americano, che spiega molto chiaramente il motivo per cui sempre più persone arrivano a desiderare di voler cambiare lavoro a 40 anni, pur pensando che sia strano.

Il fatto che sembri strano dipende da come siamo cresciuti e dalle memorie storiche che abbiamo dalle generazioni precedenti: a 40 anni ormai si era messo la testa a posto, fatto famiglia, si pensava solo a mantenere quello che era stato conquistato, mettendo da parte risparmi per la vecchiaia e per i figli.

40 anni non era una volta certo l’età per fare colpi di testa adolescenziali alla butto via tutto e cambio vita.

Ma le cose negli ultimi 50 anni sono cambiate tantissimo.

Puoi essere un professionista estremamente agguerrito, efficace, determinato e deciso, ma con ogni probabilità vivi i tuoi giorni lavorativi inseguendo le esigenze e il “ritmo” della tua azienda, non le tue esigenze né il tuo ritmo.

Beh, ma certo, cos’altro potrei fare? Sono parte di un sistema, non posso fare la testa matta. Ci sono prodotti da produrre, servizi da erogare, procedure da seguire, obiettivi da raggiungere… Già tanto che io cerchi di organizzare al meglio le mie giornate rincorrendo tutte le mille necessità e richieste!”

Capisco la tua obiezione. La pensavo così anch’io, prima di capire e mettere a punto il Sistema per la Riqualificazione Professionale Efficace® che mi ha permesso di liberarmi dalla sensazione opprimente di vivere la vita professionale sbagliata, nonostante tutto il mio impegno e i miei sforzi.

Ma prima di dirti come puoi anche tu riprendere in mano il tuo Potere Professionale grazie a questo Sistema, voglio prendere spunto dalla storia di Roberto per parlarti di una delle alternative più potenti e sottovalutate da chi sta annaspando dentro un lavoro insoddisfacente ma non sa come fare per cambiare lavoro.

Si tratta della possibilità di cambiare senza cambiare.

Non si tratta di un trucco da quattro soldi né di un gioco di parole. Ma di una vera e propria strategia di Riqualificazione Professionale Efficace.

Come cambiare lavoro a 40 anni in sicurezza

Dopo aver seguito i primi 4 passi che spiego nella Guida “Aggiusta il tuo lavoro in 13 passi”, Roberto mi ha detto:

Ho capito che cosa non va. Il problema non è il mio lavoro nel senso di quello che faccio. E non è neanche tanto il fatto che ci siano i problemi che ci sono. E’ normale che in un’azienda ci siano intoppi e difficoltà e io so perfettamente di essere in grado di risolverli. Solo che non ne vedo il senso, questa volta.”

Indagando più a fondo nella sua situazione, Roberto si era reso conto di aver sempre fatto dentro di sé un confronto fra il lavoro che svolgeva adesso e quello che aveva svolto prima in una ONG (Organizzazione Non Governativa).

Quando lavorava per la ONG sentiva di contribuire a qualcosa per lui di valore. Cosa che adesso, invece, nella sua attuale azienda non riusciva minimamente a percepire.

La re-azione a questo punto era stata quella di chiudersi e pensare di voler cambiare. Quello di cui non si era reso conto era che, trascinato dalle esigenze e dal ritmo della nuova azienda, aveva finito per dimenticare i suoi punti di forza e si era “snaturato” al punto da non riconoscersi più.

Questa situazione è molto più frequente di quanto si pensi: entri in un’azienda, cominci a seguire il flusso degli eventi e delle richieste, ti adatti e scendi a compromessi per trovare il tuo posto in mezzo alle mille diverse dinamiche e finisci per dimenticare chi sei davvero e di cosa hai bisogno per stare bene.

Molte volte il conflitto si risolve semplicemente riportando la tua attenzione sui tuoi (veri) punti di forza, identificando i modi con cui puoi trasformarli in valore per l’azienda in cui ti trovi e comunicando adeguatamente il tuo valore aggiunto così da venire notato e valorizzato per quello che fai.

Le persone si stupiscono di quanto cambi la realtà attorno a loro nel momento in cui riprendono in mano il proprio Potere Professionale in questo modo e cominciano a dare forma al loro lavoro partendo dalla consapevolezza di chi sono, quali sono i loro punti di forza e le loro reali propensioni.

Certo, a volte non è sufficiente. Può capitare di trovarsi in una realtà aziendale particolarmente chiusa in cui il tuo cambiamento di pensiero e di strategia non viene accolto positivamente. Per questo è così indispensabile avere una Strategia complessiva e non, ad esempio, semplicemente fare un bilancio di competenze.

Seguendo le tue indicazioni mi sono reso conto di essere stato sempre più un osservatore passivo e reattivo nel mio lavoro: ricevo i problemi, cerco di smistarli e risolverli, passo la palla. Il che, a ben vedere, è quello che apparentemente ci si aspetta da me. Ma non è quello che IO mi aspetto da me!

Mi sono accorto, grazie al lavoro di indagine che abbiamo fatto, che ci sono delle mie caratteristiche e abilità che non ho più usato dai tempi della ONG, semplicemente perché non ci ho più pensato. Così ho cominciato, un poco per volta a metterle dentro anche al mio lavoro attuale. Piccole cose, a ben guardare, ma il fatto di sapere che erano cose importanti per me, ha fatto una grande differenza.

Il mio atteggiamento è cambiato perché da una parte sentivo che stavo finalmente facendo qualcosa di utile e con un senso per me. Dall’altra mi sono sentito finalmente forte perché sapevo che, se non fossi riuscito a far valere il “nuovo me stesso”, avrei comunque sempre potuto applicare il sistema per trovare un nuovo lavoro.

In effetti in queste settimane ho iniziato anche a svolgere le attività di sicurezza che mi hai consigliato, mettendo a punto il mio piano di Gestione di Carriera e devo dire che mi sta facendo un bene immenso.

Mi sento più fiducioso perché adesso vedo alternative che prima non pensavo esistessero. Al momento ho trovato un nuovo piacevole equilibrio nel posto in cui sono ma chissà, non escludo che possa apparire anche qualche opportunità ancora più allettante in futuro… Grazie!”

Come vedi, anche per quanto riguarda la tua vita professionale vale il famoso detto “Nessun porto è sicuro per il marinaio che non sa dove andare”.

Riprendere in mano il tuo Potere Professionale è l’investimento migliore che tu possa fare non solo per riprenderti dal ritorno a lavoro dopo le ferie, ma per la tua intera vita.

Passare più del 40% dei tuoi anni migliori, avvelenandoti dentro un lavoro che non vale per te, non ti dà senso e ti ruba energia e vitalità è un delitto.

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Erica Zuanon

Erica Zuanon

1/2 Ingegnere e 1/2 Pianista, 2 figli, 1 marito, 1 cane, 2 libri pubblicati (per ora).


Ex frustrato Ingegnere-ma-volevo-fare-altro, oggi felicissima Web Content Strategist, Career Coach & Innovation Trainer guido Aziende e Lavoratori ad affrontare con successo e autorealizzazione le sfide del cambiamento lavorativo nel mondo 4.0 attraverso il metodo proprietario CREEA®.

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