Come cambiare lavoro senza fare passi falsi

come cambiare lavoro

Come cambiare lavoro senza correre il rischio di pentirsi e finire per pensare “ho sbagliato a cambiare lavoro“?

Già il fatto di decidere se cambiare lavoro o meno porta con sé un sacco di dubbi, indecisioni e insicurezze. Già il fatto di voler cambiare lavoro di questi tempi ti espone a mille critiche, giudizi e allerte da parte di amici e famigliari che, quasi indignati, ti ricordano dovresti essere contento ad avere un lavoro al giorno d’oggi e che dovresti solo prenderti qualche giorno di vacanza.

Quello che di solito impedisce alle persone di entrare in azione è il dubbio. Dubbio di non trovare un lavoro migliore, dubbio di mettere a rischio la propria situazione, dubbio di non sapere esattamente cosa fare.

A tutto questo poi si aggiunge la grande preoccupazione legata al vecchio detto che chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa quello che lascia ma non sa quello che trova.

Come decidere se cambiare lavoro o portare pazienza

Magari dopo una chiacchierata casuale e inaspettata ti viene offerto un lavoro ma non sai capire se è il lavoro giusto per te.

O magari il tuo migliore amico ti ha appena proposto di mollare tutto, cambiare lavoro e aprire insieme a lui un nuovo franchising super promettente e dentro di te tutto grida sì facciamolo! A dispetto di ogni apparente buon senso.

Che si tratti di decidere se accettare un nuovo lavorocambiare lavoro, tornare a studiare per iniziare una nuova carriera, con ogni probabilità hai già chiesto ad amici e parenti il loro consiglio e hai sentito tutto e il contrario di tutto. C’è chi ti dice che sei pazzo e chi, con gli occhi che brillano ti dice di seguire il tuo cuore.

Naturalmente nessuno ha la sfera di cristallo e può prevedere il futuro perciò ti ritrovi con la testa nel pallone a rimbalzare fra il “cambio o non cambio lavoro?”

Per questo, uno dei pochi modi per decidere se cambiare lavoro è quello di fare un’analisi il più possibile lucida, quasi scientifica, della situazione, con pro e contro. Diversamente rischi di restare bloccato nella sindrome di paralisi da analisi il che è tremendo, soprattutto se la tua insoddisfazione lavorativa è a livelli tali da compromettere la tua salute, crearti stress e rovinare il tuo benessere.

Analisi SWOT per decidere come cambiare lavoro

Dell’analisi SWOT abbiamo già parlato anche nell’articolo Bilancio di competenze per il lavoro: cos’è e come farlo da soli.

SWOT è un acronimo inglese che sta per Strengths (punti di forza), Weaknesses (punti di debolezza), Opportunities (opportunità) and Threats (minacce) di un prodotto o servizio.

È una strategia tipicamente usata in contesto aziendale ma viene spesso riutilizzata anche in ambito di orientamento e riqualificazione professionale.

Prenditi quindi un po’ di tempo per te, mettiti in un posto tranquillo, spegni il cellulare, prendi un bel quaderno di appunti e rispondi a queste domande.

come cambiare lavoro analisi SWOT
  1. INDIVIDUA I TUOI PUNTI DI FORZA:
    • Che cosa fai particolarmente bene?
    • Quali vantaggi dai tu al mercato rispetto agli altri?
    • Quali risorse e disponibilità hai?
    • Quali competenze hai? Conoscenze, abilità.
    • Cosa sai fare meglio degli altri?
    • Quali sono i punti forti del tuo carattere, della tua personalità?
  2. INDIVIDUA LE TUE DEBOLEZZE
    • Che cosa potresti migliorare?
    • Quali critiche hai ric
    • evuto o ricevi più spesso?
    • Qual è il tuo tallone d’Achille?
    • Quali competenze ti mancano?
    • Quali conoscenze e abilità dovresti sviluppare?
    • Quali sono le tue vulnerabilità, i tuoi punti deboli? Es. ansia, bassa autostima…
  3. INDIVIDUA COSA METTE IN PERICOLO IL TUO SUCCESSO:
    • Quali sfide potrebbero impedirti di avere successo?
    • Quale strategia hai per affrontare queste sfide?
    • Quali ostacoli o difficoltà puoi incontrare nella ricerca di lavoro?
    • Ti mancano qualifiche o titoli di studio?
    • Non hai abbastanza esperienza lavorativa?
    • La tua sede geografica è un problema?
    • I tuoi doveri ed impegni familiari sono un ostacolo?
    • Ti mancano conoscenze e contatti utili?
    • Hai convinzioni o idee limitanti? Es. “non ce la farò mai”, “sono un fallimento”…
  4. INDIVIDUA LE TUE OPPORTUNITA’
    • Di quali opportunità sei a conoscenza?
    • Conosci le tendenze di mercato di cui potresti approfittare?
    • Come puoi usare i tuoi punti di forza per essere sicuro di avere successo?
    • Quali lavori richiedono le tue competenze?
    • Quali sono i lavori più semplici da trovare per te sulla base delle tue competenze, esperienze lavorative ed istruzione?
    • Quali corsi di formazione puoi frequentare per aumentare le tue chance di trovare un lavoro?
    • Conosci qualcuno che ti può fare da mentore?
    • Ci sono agevolazioni statali per la ricerca di lavoro per la tua categoria? Es. giovani, donne…
    • Quali persone conosci che ti potrebbero aiutare a trovare lavoro?

Analisi PEST per decidere se e come cambiare lavoro

Meno conosciuta dell’analisi SWOT è l’analisi PEST (Politica, Economica, Sociale, Tecnologica, nota anche come Analisi Quantitativa, STEER, STEEP, DESTEP, STEP, Peste o PESTEL), uno strumento – sempre di origine aziendale – a cui si ricorre quando ci sono cambiamenti nell’ambiente in cui vivi e/o opera la tua organizzazione che possono creare grandi opportunità e causare gravi minacce.

Avere il polso della situazione su questi avvenimenti significa capire cosa sta avvenendo nel contesto nel quale si è inseriti e riuscire di conseguenza a cogliere le opportunità e mitigare le minacce che i cambiamenti solitamente generano.  Ciò aiuta a fare delle scelte in accordo alla direzione del cambiamento, sfruttandolo ed evitando di remare in una direzione contraria che potrebbe portare a subire il cambiamento, con gravi effetti sulla situazione personale o dell’organizzazione.

come cambiare lavoro analisi PEST

A differenza dell’analisi SWOT dunque l’analisi PEST focalizza sui macro-fattori esterni che possono avere un’incidenza sulle tue decisioni.

Gli elementi da considerare per un’analisi PEST sono:

  • Fattori politici: il contesto politico può condizionare significativamente uno specifico settore ad esempio: la politica fiscale, il diritto del lavoro, diritto ambientale, restrizioni commerciali, le tariffe, e la stabilità politica. Ma anche beni e servizi che il governo vuole o deve fornire (beni di merito come ad esempio sanità, istruzione e pubblica sicurezza) e quelli che il governo non vuole o deve fornire perché considerati negativi (beni di demerito come ad esempio tabacco, gioco d’azzardo e bevande alcoliche).
  • Fattori economici: tra cui la crescita economica, i tassi di interesse, i tassi di cambio e di tasso di inflazione, tutti fattori che hanno un grande impatto sul modo in cui operano le imprese e come prendono decisioni.
  • Fattori sociali. Sono le tendenze sociali che influenzano la domanda di prodotti di una società e come tale società opera. Ad esempio, l’invecchiamento della popolazione può comportare una minore disponibilità al lavoro (e quindi un aumento del costo del lavoro).
  • Fattori tecnologici: gli aspetti ecologici e ambientali, come ad esempio attività di ricerca e sviluppo, l’automazione, la tecnologia di incentivi e il tasso di cambiamento tecnologico.
  • Fattori ambientali: includono meteo, clima, e il cambiamento climatico, che potrebbe incidere in particolare settori quali il turismo, l’agricoltura, e le assicurazioni. In generale, la consapevolezza del cambiamento climatico influenza come operano le imprese e quali i prodotti che offrono con la creazione di nuovi mercati e la diminuzione o la distruzione di quelli esistenti.

Ok, nonostante tutto non hai per niente le idee chiare vero?

Lo so. Purtroppo leggere una serie di domande come questa può solo farti aumentare i dubbi e il senso di sconforto. Per un’analisi SWOT ancora ancora. Ma con l’analisi PEST… a meno che tu non sia un esperto di macroeconomia, con ogni probabilità ti mancano così tante informazioni che non riesci a fartene un granché di queste domande.

Trovi diversi corsi in giro che ti propongono questi strumenti “aziendalesi” per cercare di venire a capo dei tuoi dubbi esistenziali sul come (e quando) cambiare lavoro. Ma la realtà è che non sono gli strumenti più efficaci per affrontare il problema.

Azione IKIGAI
Ingegneria di carriera

La matrice decisionale

Un modo più semplice e intuitivo per fare queste valutazioni è la matrice decisionale.

È un metodo fantastico, perché preciso e numerico, per prendere decisioni. Ci sono diverse colonne. Nella prima metti tutti i fattori che avranno un’influenza sulla tua scelta. Nell’esempio ci sono tre fattori che potrebbero condizionare la scelta di cambiare un lavoro per
un altro (remunerazione, tempo libero a disposizione, libertà creativa). Dopodiché, accanto, scriverai l’importanza che ha per te ogni ogni fattore. Nell’esempio si suppone che la libertà creativa sia la cosa per me più importante.
A questo punto darai un voto, per ogni fattore, alla scelta A e alla scelta B. Ad esempio, nel nostro caso, la scelta A è decisamente meglio retribuita della scelta B. E così via.

Dopodiché fai i calcoli. l’importanza sarà il fattore di moltiplicazione. Perciò nel nostro esempio la scelta A darà un totale di 146, dovuto alla somma: 8×5 + 7×10 + 9×4 = 146. Il che è maggiore del punteggio totalizzato dalla scelta B.

A questo punto presta attenzione. La tua scelta sarà A. A meno che, mentre facevi i calcoli, non ti sia reso conto di “tifare” per la scelta B. In tal caso vuol dire che la tua decisione l’avevi già presa. Allora la tua scelta sarà B.

come cambiare lavoro matrice decisionale

Qual è il momento giusto per cambiare lavoro

Ok, hai finalmente preso la tua decisione. Quando comunichi la tua decisione? E soprattutto, quando mandi la lettera di licenziamento?

L’ideale è fare il passo quando ti sei già preso il tempo per creare un nuovo piano B. Non c’è niente di più stressante di buttare il cuore oltre l’ostacolo e ritrovarti poi senza un lavoro e ancora tutto da fare, in termini di ricerca attiva.

Come cambiare lavoro a 30 anni

 il problema di cambiare lavoro a 30 anni è però comune: ti senti incastrato e anche se avresti delle idee di che lavoro fare d’altro non sai se seguire la testa o il cuore, non sai se stai facendo la scelta giusta o addirittura non sai se la tua idea alternativa sarebbe fattibile.

A tutto questo tipicamente si aggiunge il peso dei commenti di parenti e amici che, pur con le migliori intenzioni, non fanno che aumentare la tua confusione, ricordandoti che oggi c’è la crisi, è difficilissimo trovare lavoro, che devi portare pazienza sarai magari solo un po’ troppo stressato… ma a te non basta.

Muoverti senza un piano B, solo mosso dal disagio per la situazione attuale è la scelta peggiore che tu possa fare.

Per questo è più che mai indispensabile che tu ti munisca di tutta la conoscenza e informazione possibili prima di fare qualunque cambiamento.

>> La mappa indispensabile se vuoi (o devi) cambiare lavoro a 30 anni

Come cambiare lavoro a 40 anni

Cambiare lavoro a 40 anni è un pensiero che attraversa la mente di un numero sempre maggiore di persone, ma porta con sé mille dubbi incertezze: la paura di perdere quello che si è conquistato, la preoccupazione di non trovare niente di meglio, il pensiero di non sapere cos’altro poter fare, l’ansia che sia ormai troppo tardi per realizzare i propri sogni.

Pochi sanno però che spesso non è necessario fare rivoluzioni drastiche: è spesso possibile ri-organizzare la tua vita lavorativa e la tua carriera, con l’aiuto degli strumenti e della strategia giusta, in modo da agire sulle leve dell’insoddisfazione lavorativa riducendola di moltissimo.

E se proprio questo non fosse possibile nella tua specifica situazione, gli strumenti e la strategia giusta ti guideranno a capire quando e come cambiare lavoronel tuo caso, avendo chiaro che lavoro fare d’altro e liberandoti finalmente dello stress da lavoro.

>> Cambiare lavoro a 40 anni: follia di mezz’età o scelta necessaria?

Come cambiare lavoro a 50 anni

Cambiare lavoro è una scelta sempre difficile da affrontare a qualunque età, ma quando ti ritrovi a pensare di cambiare lavoro a 50 anni i dubbi e le perplessità sono un fardello decisamente più pesante. Ed è normale che sia così.

A 50 anni sei molto più vicino all’età della pensione di quanto tu non fossi quando hai iniziato la tua carriera. Davanti a te hai circa una quindicina d’anni per concludere la tua vita lavorativa. A seconda di come ti senti a proposito di ciò che fai di lavoro, questo tempo ti può sembrare molto poco o un’eternità.

Il tuo lavoro potrebbe non darti più quella soddisfazione che ti dava una volta. Magari non sei mai stato felice del tuo lavoro e finalmente ora ti senti pronto ad esplorare nuove opzioni e cominciare a pensare che lavoro fare d’altro prima di ritirarti in pensione. A questo punto della tua vita però potresti chiederti se lo sforzo che ti richiederà, il cambiare lavoro a 50 anni, valga realmente la pena.

Che tu abbia 30 o 50 anni non dovresti mai sprecare il tuo tempo in un lavoro che ti rende infelice. Però, ammettiamolo, la tua età ha a questo punto un ruolo importante nel come ti muoverai per prendere la tua decisione su quale scelta lavorativa eventualmente fare dopo.

Prima di fare qualunque cambiamento nel tuo lavoro, considera i pro e i contro per capire se ne vale il tempo e lo sforzo.

>> Reinventarsi e cambiare lavoro a 50 anni è davvero possibile?

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Erica Zuanon

Erica Zuanon

Ex frustrato Ingegnere-ma-volevo-fare-altro, oggi realizzata Content Strategist, Career Coach & Innovation Trainer, guido Aziende e Lavoratori ad affrontare con successo e autorealizzazione le sfide del cambiamento lavorativo nel mondo 4.0 attraverso il metodo proprietario CREEA®. Autrice di Missione Lavoro e Un Lavoro che Vale, ho ideato il progetto Azione IKIGAI per sostenere chi è alla ricerca del proprio perché professionale ma non sa come fare. 

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