10 domande per essere più felici del proprio lavoro

Essere felici del proprio lavoro

Essere felici del proprio lavoro sembra per molti una possibilità vera quanto la famiglia delle pubblicità della Barilla. Un sogno di perfezione irrealizzabile, soprattutto oggi che siamo così devastati dagli effetti di crisi, globalizzazione e mille criticità di ogni ordine e tipo. Il lavoro che è sempre più difficile da trovare ci riporta SOTTO la piramide dei bisogni di Maslow, non certo sopra.

Siamo convinti che è meglio tenersi stretti un lavoro orrendo piuttosto che rischiare di fare la fame. E così rimaniamo insoddisfatti. Ma se hai avuto la tentazione di leggere questo articolo allora per te non tutto è perduto! In questo post parliamo di una delle scoperte scientifiche più rivoluzionarie dei nostri tempi e di come applicarla subito in modo semplice per poter essere più felici al lavoro.

Sei felice del tuo lavoro?

Vorresti forse cambiare? L’inizio di un uovo anno è un momento che si presta sempre molto bene ai bilanci e anche, perché no, per rimettere mano alla tua vita lavorativa.

Si tratta di una valutazione importante, molto importante, quella che riguarda la tua vita lavorativa. Perché

il come ti senti al lavoro ha una grandissima influenza su di te al lavoro E a CASA.

Quando sei felice al lavoro hai prestazioni lavorative migliori e più successo. Stai meglio di energia e salute e la tua vita privata può solo risentirne in modo positivo.

Quello che pochi sanno però è che guardare alla propria situazione lavorativa e pensare solamente in termini di cosa è andato storto, cosa che la maggior parte delle persone fa, è un grave errore. Pensare solo alle cose che avresti dovuto fare e non hai fatto. Agli obiettivi che avresti dovuto raggiungere. Ai risultati che non sono arrivati. Certo, sono una parte dell’equazione, ma non sono l’unica.

La scienza ha infatti dimostrato che otteniamo molta più felicità nella nostra vita e nel nostro lavoro se apprezziamo le cose buone che abbiamo e facciamo.

Pensare in termini di gratitudine per molti di noi è piacevole quanto andare a messa da bambini… La gratitudine ancora per molti ha un contorno di “buonismo” che tende ad irritare.

La sensazione è che non si possa pensare di risolvere i problemi VERI della vita e del lavoro con una merce così impalpabile, sfuggente e non monetizzabile come la gratitudine.

Del resto come darti torto? La predilezione per la negatività, intesa come maggiore attenzione alle cose negative e pericolose piuttosto che a quelle positive, è il risultato di un cablaggio del nostro cervello indispensabile ai tempi delle caverne.

Era molto più utile saperci attivare al vago fruscio che indicava la possibilità di diventare il pranzo di una tigre coi denti a sciabola, piuttosto che per l’entusiasmo felice di aver trovato un nuovo cespuglio di bacche da mangiare.

Perciò noi umani abbiamo un’innata tendenza a guardare a quello che va storto. E a questa innata tendenza si sono poi aggiunti tutti gli anni di scuola in cui tutta l’attenzione è rivolta al “TROVA L’ERRORE”, non certo all’apprezzare le cose buone che hai fatto.

La difficile scienza di lavorare per essere felici al lavoro

Quale che sia il motivo fatto sta che insomma, mediamente noi umani del 2020 abbiamo una capacità quasi nulla di fare leva su una delle emozioni trasformative più potenti che la scienza ha dimostrato avremmo a disposizione: la gratitudine, la capacità di apprezzare ciò che di buono abbiamo fatto.

E così i nostri pensieri, anche in ambito lavorativo, vanno automaticamente al cosa è andato storto, ai problemi che abbiamo avuto, alle paure e alle preoccupazioni. Mentre ci dimentichiamo di ricordare e apprezzare i risultati (anche piccoli) che abbiamo ottenuto.

Ecco quindi che con questo post voglio suggerirti

un piccolo stratagemma per invertire la rotta:

10 facili domandi da farti per pensare, in positivo, al tuo 2019. E da lì ripartire per ripensare ad un 2020 più soddisfacente, realizzante e di successo. (Promemoria anche per me stessa, non serve siano cose grandiose: siamo qui per celebrare i tuoi successi, anche i più piccoli, senza giudicare!).

  1. Cosa è andato veramente bene per te al lavoro nel 2019?
  2. Di che cosa sei stato veramente orgoglioso lavorativamente parlando?
  3. Per chi hai fatto la differenza sul lavoro?
  4. Quali nuove competenze hai imparato professionalmente?
  5. Come sei cresciuto personalmente attraverso il tuo lavoro?
  6. Chi ti ha aiutato lavorativamente nel 2019?
  7. Chi hai ammirato professionalmente?
  8. Quali 5 cose della tua vita lavorativa del 2019 vorresti DI PIU’ nel 2020?
  9. Quali 5 cose della tua vita lavorativa del 2019 vorresti DI MENO nel 2020?
  10. Cosa farai nello specifico per essere più felice nel tuo lavoro nel 2020?

Ricorda: non è vero quello che la maggior parte di noi ancora crede, che devi lavorare duro per avere successo e che poi quel successo ti renderà felice. La verità è l’opposto: essere felice ti rende più efficace e di successo nel tuo lavoro.

Erica Zuanon

Erica Zuanon

1/2 Ingegnere e 1/2 Pianista, 2 figli, 1 marito, 1 cane, 2 libri pubblicati (per ora).


Ex frustrato Ingegnere-ma-volevo-fare-altro, oggi felicissima Web Content Strategist, Career Coach & Innovation Trainer guido Aziende e Lavoratori ad affrontare con successo e autorealizzazione le sfide del cambiamento lavorativo nel mondo 4.0 attraverso il metodo proprietario CREEA®.

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