Io voglio cambiare lavoro ma ho paura: cosa posso fare?

vorrei cambiare lavoro ma ho paura

Voglio cambiare lavoro ma ho paura: se faccio la scelta sbagliata? Se non trovo niente di meglio?
Sei paralizzato. L’idea di un salto ti riempie di terrore, eppure il pensiero di un altro anno nel tuo attuale lavoro è altrettanto spaventoso.

Hai paura di fallire, paura di sembrare uno sciocco. Paura dell’ignoto e di lasciarti alle spalle una vita in cui hai investito così tanto.

E poi c’è anche la paura di rimanere bloccato per sempre e la paura un giorno di guardare indietro alla tua vita con rimpianto.

Questo stato di blocco – questa paralisi di fronte a due opzioni ugualmente spaventose – è estenuante. Stai usando così tanta energia e non stai andando assolutamente da nessuna parte. È frustrante, confonde e ti sembra che sia un pendolo che non finirà mai di oscillare: un giorno decidi che basta mollo tutto cambio vita e cambio lavoro e il giorno dopo cancelli l’idea velocemente perché pensi che non sai nemmeno che altro lavoro fare.

Cambiare lavoro è una delle 20 cose più stressanti della vita

Se pensare a cambiare lavoro ti fa sentire paralizzato e sopraffatto dall’insicurezza, non sei solo.

La ricerca sullo stress mostra che il cervello percepisce biologicamente il cambiamento di lavoro come uno di una categoria di cambiamenti della vita che rappresentano una minaccia per la sua sopravvivenza. In effetti, la Holmes Rahe Stress Scale ha scoperto che cambiare lavoro è una delle 20 cose più stressanti che possono avvenire nella vita, secondo solo alla morte di un caro amico.

voglio cambiare lavoro ma ho paura
La paura di cambiare lavoro è seconda solo alla morte di un caro amico nella Holmes Rahe Stress Scale

La paura nasce quando è in gioco qualcosa di importante.

Nella sua forma più elementare, esiste per proteggere il tuo bene più prezioso: la tua vita.

Quindi ha senso che quando pensi di cambiare un elemento centrale della tua vita, i tuoi mezzi di sussistenza, il tuo reddito e la tua identità, la paura inevitabilmente alzi la testa. La tua paura è progettata per prendersi cura di te.

Perché?

Perché se la paura è un segno che hai qualcosa di prezioso sul tavolo, puoi iniziare a usarlo come bussola.

Voglio cambiare lavoro ma ho paura. Non è colpa tua

Perché cambiare lavoro è così una fonte di preoccupazione, ansia e stress? Per quanto il tuo lavoro possa essere un lavoro noioso e ripetitivo o un lavoro che ti causa un sacco di stress, un lavoro che non ti realizza e non ti appassiona, il solo fatto di pensare di cambiare stimola i circuiti cerebrali più antichi del nostro cervello.

Questi circuiti sono quelli che vogliono preservare la stabilità ad ogni costo. Si tratta di un atteggiamento inconscio che fa parte degli istinti primari dell’essere umano: siamo evolutivamente programmati per ritenere più sicuro quello che conosciamo e a ritenere possibile fonte di guai tutto quello che non abbiamo mai provato. È una specie di “meccanismo di salvezza” che ci fa pensare che, finché facciamo quello che abbiamo sempre fatto – per quanto disagevole e fastidioso possa essere – so come affrontarlo e dunque sono al sicuro.

È il principio della rana bollita, una metafora del filosofo e anarchico statunitense Noam Chomsky.

Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita. Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.” Tratto dal libro “Media e Potere” di Noam Chomsky

Il principio di Chomsky si adatta perfettamente anche per descrivere la situazione di chi vuole cambiare lavoro ma ha paura: la capacità di adattarsi a situazioni spiacevoli e deleterie senza reagire, se non quando ormai è troppo tardi.

Come vincere la paura di cambiare lavoro

A dispetto di quanto piacerebbe ad ognuno di noi, più che vincere la paura si può imparare ad affrontare la paura, che sia la paura di cambiare lavoro ma in generale la paura di qualunque cambiamento.

Per tutto quello che abbiamo visto fin qui infatti, la paura agisce a livelli subconsci in cui non è così semplice andare ad agire. Non ci sono infatti solo i motivi razionali e consci a bloccarti, che già da soli basterebbero.

Chi vuole cambiare lavoro ma ha paura sta di fatto dicendo che non sa come affrontare anche solo gli sforzi che la ricerca di un nuovo lavoro richiede. Sta immaginando tutto quello che potrebbe andare storto, tutto quello che potrebbero dire gli altri, tutti i rischi per la propria situazione economica e via dicendo.

Ma oltre a questo, nel sottofondo, c’è l’ansia vera e propria di affrontare il cambiamento in sè, dovuto alla struttura del cervello umano.

Per questo motivo non si può pensare di azzerare e vincere definitivamente la paura di cambiare lavoro. Puoi però imparare ad affrontarla consapevolmente. E questo può succedere solo se affronti la situazione con lucidità e, soprattutto, un piano d’azione adeguato.

L’errore più grande di chi vuole cambiare lavoro ma ha paura

L’errore più grande infatti è quello di sentire la paura e re-agire impulsivamente secondo lo schema attacco o fuga tipico dei circuiti del cervello antico.

Il che di fatto significa:

FUGA => Rimango dove sono anche se la mia insoddisfazione lavorativa è insostenibile oppure
ATTACCO => Decido di dover tirare fuori il mio coraggio e mi butto, do le dimissioni e mi lancio in una nuova vita

Entrambe queste soluzioni sono in realtà re-azioni e in quanto tali ti procureranno quasi certamente guai.

Se resti dove sei e ti forzi a farti andare bene quello che non ti piace, sei destinato a infelicità, stress e ogni forma di sintomi da stress da lavoro insoddisfacente.

Se scegli di fare il “coraggioso” e ti lanci senza un’adeguato piano di supporto, rischi di schiantarti malamente e finire nelle fila di quelli che piangono e rimpiangono di aver sbagliato a cambiare lavoro.

Anche se non hai bisogno di tornare a scuola, una transizione lavorativa e una ricerca richiedono tempo ed energia: è come avere un secondo lavoro a tempo pieno. Utilizzare strategie intelligenti come il networking strategico, padroneggiare il tuo potere professionale, conoscere e applicare TUTTI gli strumenti della ricerca lavoro strategica, è indispensabile.

4 + 1 idee per affrontare a testa alta la paura di cambiare lavoro

Nel primo mese del nostro percorso Azione IKIGAI parliamo esattamente di questo: del cambiamento e della paura del cambiamento, di come affrontarlo al meglio. Non in modo teorico ma con esercizi pratici che ti permettono di guardare in faccia le tue paure, razionalizzarle e definire un percorso strategico per superarle.

Il primo consiglio quindi che ti posso dare è unirti a noi nel percorso Azione IKIGAI, l’unico percorso ALL in ONE che ti permette di avere allo stesso tempo: consulenza di carriera, strumenti all’avanguardia per la ricerca efficace di lavoro, esercizi quotidiani per trovare le risposte che cerchi riguardo al tuo futuro, dei coach esperti a cui chiedere consiglio e molto molto altro ancora.

Qui di seguito invece ecco 4 spunti che puoi applicare per cominciare a farti chiarezza.

1 . Dai un nome alla tua paura. Di cosa hai paura, nello specifico? Scrivilo, dagli una voce. Cerca la paura sotto la paura: la paura più ovvia, di livello superficiale, di solito è il risultato di qualcosa di più radicato.

2 . Cambia prospettiva. Qual è il desiderio profondo e importante a cui è attaccata la tua paura? Quale visione o sogno potrebbe cercare di proteggere la tua paura?

3 . mmagina che la tua paura sia in realtà semplicemente una forma di protezione. Quali azioni potresti intraprendere per procedere in sicurezza verso il tuo obiettivo, proteggendo al contempo ciò in cui ti impegni? Come puoi onorare la tua paura e il tuo impegno allo stesso tempo?

4 . Rimani presente. Non sei in pericolo adesso. Fai un passo alla volta verso il tuo obiettivo. Ascolta la tua paura e la tua visione e lascia che guidino la tua prossima piccola azione.

https://formazione.azionelavoro.it/

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Erica Zuanon

Erica Zuanon

Ex frustrato Ingegnere-ma-volevo-fare-altro, oggi realizzata Content Strategist, Career Coach & Innovation Trainer, guido Aziende e Lavoratori ad affrontare con successo e autorealizzazione le sfide del cambiamento lavorativo nel mondo 4.0 attraverso il metodo proprietario CREEA®. Autrice di Missione Lavoro e Un Lavoro che Vale, ho ideato il progetto Azione IKIGAI per sostenere chi è alla ricerca del proprio perché professionale ma non sa come fare. 

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