Perché cambiare lavoro (a volte) è un’ottima idea

Cambiare lavoro perche

Perché cambiare lavoro quando ne hai uno che magari ti paga anche bene? Perché cambiare lavoro e fare tutta la fatica che la ricerca di un nuovo lavoro comporta, soprattutto in questi tempi?

Se te lo stai chiedendo il motivo è già praticamente detto: qualcosa nel tuo lavoro attuale non funziona. Può anche essere un lavoro ben pagato o molto sicuro ma se ti senti morire dentro solo al pensiero della prossima giornata di lavoro, la frittata è già fatta.

Da una parte nella tua mente sfilano in pompa magna tutte le ragioni per cui è assolutamente insensato cambiare lavoro (ma come di questi tempi, ma sei pazzo?) accompagnate dalle paure più tipiche di chi si trova in questa situazione: “Certo che se cambio lavoro subito poi penseranno che non sono una persona affidabile… e poi come lo spiego al prossimo colloquio?”.

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Dall’altra parte però ci sei tu. O meglio la parte più vera e profonda di te che reclama a gran voce i suoi bisogni: bisogno di autorealizzazione, bisogno di espressione, bisogno di significato.

perche cambiare lavoro

Cambiare lavoro spesso

Trovi un lavoro che ami, fantastico! Vai a lavorare, impari come fare il tuo lavoro e diventi davvero bravo a fare il tuo lavoro – di nuovo fantastico! Ma poi? E la tua crescita professionale?

Se ti stai chiedendo quanto tempo rimanere in un lavoro, sappi questo: sono lontani i giorni in cui le persone trascorrevano l’intera carriera in una singola azienda. Oggi, i lavoratori cambiano lavoro in media ogni 4,2 anni, secondo un recente rapporto sul mandato dei dipendenti del Bureau of Labor Statistics.

La durata media di un lavoro dei lavoratori di età compresa tra 25 e 34 anni è di 2,8 anni, rispetto ai 10,1 anni per i lavoratori di età compresa tra 55 e 64 anni.

Il cambiamento è veloce oggi. Le competenze cambiano, le aziende cambiano, i posti di lavoro scompaiono.

Al punto che in America è stato coniato un termine job hopping ovvero il cambiare lavoro frequentemente, spesso per puntare a posizioni e salari migliori.

Il punto però è: in America. Una nazione in cui a fronte di circa 6 milioni di persone in cerca di lavoro, ci sono 6,7 milioni di posti liberi. E passare da un impiego all’altro nel giro di un paio d’anni, può portare a realizzare fino ad un +30% sullo stipendio. Tanto che, secondo una rilevazione di HR Robert Half, il 64% dei lavoratori americani sarebbe job hopper.

Ma in Italia? Dove la disoccupazione è al 10% e tocca punte del 31% per i giovani… la faccenda può non sembrare altrettanto scontata.

La realtà dei fatti è che, in questo come in ogni cosa della vita, generalizzare e basarsi solo sulle statistiche non è una buona idea.

Ogni situazione è diversa, ogni professionalità è diversa e ogni storia personale è unica.

I tuoi talenti, le tue abilità, la tua preparazione sono ciò che può fare tutta e sola la differenza.

E la tua determinazione. Determinazione ad essere felice, costi quel che costi, con la crisi, con la pandemia o con qualunque circostanza avversa.

https://formazione.azionelavoro.it/

Perché cambiare lavoro oggi è indispensabile – se non stai facendo qualcosa che ami

Sempre più oggi sono le persone che percepiscono un senso di potenziale non realizzato, persone che vorrebbero o hanno bisogno di più dalla vita ma non riescono ad ottenerlo. Se un tempo, in epoche sociali ed economiche diverse, scoprire il proprio pieno potenziale, auto realizzarsi, trovare lo scopo della propria vita erano quasi un vezzo superfluo, oggi, essere la miglior versione di se stessi è diventata un’esigenza primaria, la differenza competitiva indispensabile per vivere e non semplicemente sopravvivere.

A causa della convinzione per cui uomo=forza-lavoro che hanno programmato dentro ai nostri progenitori a partire dalla fine dell’800, la maggior parte di noi ha abdicato alla propria unicità, alle proprie passioni, al proprio talento e ai propri sogni, svendendo tutto questo al miglior offerente in cambio di un salario.

Oggi però non solo questa promessa non può più essere mantenuta ma ha creato un movimento ad inaspettato effetto boomerang che si sta preparando a sbattere contro la tua testa.

Come nei migliori film di Hollywood infatti, all’improvviso è arrivato il colpo di scena: quella tecnologia che, all’inizio, era stata prezioso alleato e supporto nella meccanizzazione di lavori odiosi, quelle macchine che avevano permesso di accelerare la produzione di beni e servizi di ogni tipo in un modo prima impensato, hanno ad un certo punto creato invece una deviazione inaspettata.

I cambiamenti degli ultimi vent’anni non sono più di tipo lineare e prevedibile. La maggior parte di noi ha vissuto ben oltre la maggior età con il solo telefono a cornetta.

Io ho frequentato l’intera facoltà di ingegneria elettronica, non dico lettere moderne!, senza mai usare un pc. Ne ho acquistato uno giusto prima di scrivere la tesi. Quando ho iniziato a lavorare sul web la tecnologia dei software era diversi ordini di grandezza più complicata di quella che c’è oggi.

L’evoluzione della tecnologia ha già ampiamente superato le previsioni di Moore, secondo cui la crescita sarebbe stata esponenziale per circa una decina d’anni al momento in cui lui la rilevava; da allora invece di anni ne sono passati più di 50 e la crescita non accenna a ridursi, avvicinandoci sempre di più a quella che viene definita una singolarità tecnologica.

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L’incidenza dell’avanzata tecnologica sulla tua scelta di cambiare lavoro

Lo sapevi che è stata appena presentata da un tecnico di Google ad un discorso TED un sistema che produce ologrammi di qualunque cosa? Un sistema che, in pratica, ti permette di vedere proiettato in 3D nel tuo salotto il Grand Canyon o la galassia con tutte le sue stelle. Ai tempi di quando io ero bambina queste erano fantasie in pieno stile “Guerre Stellari”, qualcosa che sembrava possibile solo al cinema. Oggi è già diventato realtà.

Il fatto è che il potere della tecnologia è molto più grande di quanto pensiamo e il suo impatto molto più vasto di quello che potremmo credere. Senza entrare in considerazioni filosofiche sul fatto che un computer o un robot possano mai arrivare a riprodurre tutta quella serie di abilità tipicamente umane (le emozioni, la capacità di discriminare o di avere senso etico), abbiamo visto che esistono comunque già oggi una serie di dati oggettivi in grado di mostrarci senza dubbio come una grandissima quantità di professioni attuali sia invariabilmente destinata ad estinguersi peggio dei dinosauri.

Tutto questo, in pratica e in soldoni, per te, per me, per le persone comuni come noi? Significa una sola cosa: che stiamo diventando, giorno dopo giorno, sempre più INUTILI.

A meno che, non tiriamo fuori la nostra UNICITA’. E la tua unicità è strettamente collegata alla passione che provi per ciò che fai. Per questo, se ora il lavoro che stai facendo ti annoia, non ti realizza, ti stressa e basta, rimanerci attaccato per questione di soldi è una pessima scelta.

Non solo per la tua vita ma proprio per il tuo futuro professionale.

Guarda alla cosa in questi termini: tu hai una relazione di coppia con il mercato del lavoro, una vera e propria relazione di coppia e con questa consapevolezza devi cominciare a muoverti.

Quella fra te e il mondo del lavoro è di fatto una fra le relazioni più determinanti e fondamentali della tua vita, al pari di quella con un partner, e in questo modo la devi trattare: con rispetto, attenzione e cura adeguati.

Il mercato del lavoro, proprio come un qualunque partner, ha bisogno di te, del tuo VALORE, della tua presenza, del tuo interesse, di sentire che hai qualcosa da mettere sul piatto.

L’unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai. Se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare, non fermarti, come capita per le faccende di cuore, saprai di averlo trovato non appena ce l’avrai davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continua a cercare finché non lo troverai. Non accontentarti. Sii affamato. Sii folle.

Steve Jobs

Perché cambiare lavoro è difficile

Ora che ti è chiaro perché è fondamentale cambiare lavoro se quello che stai facendo non ti realizza, resta da capire come muoversi. E per muoversi bisogna riuscire a fare piazza pulita di tutto ciò che, invece, cercherebbe di tenerti al palo nella tua situazione attuale.

Ci sono due ordini di motivi per cui cambiare lavoro è difficile. Il primo, più scontato è legato al fatto che cercare lavoro in generale è un’attività complessa, nelle condizioni di mercato in cui siamo. Devi avere strumenti adeguati e soprattutto una strategia mirata per evitare di cadere dalla padella alla brace e fare scelte azzardate che ti portino un giorno a pensare “Mannaggia a me, ho sbagliato a cambiare lavoro“.

Ma c’è un secondo ordine di motivi molto più insidioso ed ha a che fare con il nostro mondo interiore, le nostre convinzioni e le nostre paure.

Paure di non essere all’altezza, paura di non fare la scelta giusta, paura di esporsi, paura di prendere una posizione controcorrente, paura del giudizio altrui e mille altre paure che rischiano di paralizzarti.

Quando il peso delle tue paure è pari al peso dell’insoddisfazione lavorativa che provi, il rischio è di finire in un loop infinito dal quale è molto difficile uscire da soli.

Tanto più se sei nella condizione di non sapere esattamente che lavoro fare d’altro. Quando sai solo che quello che fai non ti piace e non fa per te ma non hai un’idea di cosa vorresti fare d’altro, quando non sai quale sia il tuo IKIGAI ovvero il tuo motivo per alzarti la mattina (e lavorare in modo da poter guadagnare per vivere una vita dignitosa e all’altezza dei tuoi sogni), il desiderio di cambiare lavoro rischia di rimanere solo un desiderio frustrato.

Azione IKIGAI
Ingegneria di carriera

Per questo motivo è fondamentale, prima di fare qualsiasi scelta in merito alla tua decisione se cambiare lavoro o no, avere un piano d’azione strategico ed evitare assolutamente di decidere solo sull’onda del fastidio e del malessere. Fare leva solamente sulla forza di volontà, sulla cieca determinazione delodio il mio lavoro e cercare solo una botta di coraggio per scrivere la lettera di licenziamento, è un modo di procedere rischiosissimo.

Ho perso il conto delle persone che, prima di rivolgersi a me, hanno fatto questo errore e se ne sono poi pentite amaramente.

Per venirne fuori, l’unica cosa da fare è:

1. Guadagnare chiarezza: su di te e sul mercato (e le sue REALI condizioni, non quelle che temi, che hai sentito dire o che sei convinto di sapere)

2. Avere un PIANO d’Azione: una strategia ritagliata su misura sulla tua specifica situazione personale che ti permetta di avere chiari i passi da eseguire e le contromisure da prendere quando affronterai gli inevitabili NO, gli immancabili tombini e gli imprevedibili imprevisti.

Di seguito ti riporto una serie di articoli e di approfondimenti che ti aiuteranno a fare chiarezza e considerare la scelta migliore per te

Leggi anche:
Trovare un lavoro che piace: la difficile sfida per i multipotenziali
Voglio trovare un lavoro che vale il mio tempo e la mia vita
Come trovare il lavoro che ti piace: non è solo questione di gusti
Come capire le proprie attitudini professionali
Come cambiare lavoro senza fare passi falsi
Io voglio cambiare lavoro ma ho paura: cosa posso fare?
Come trovare la propria strada nel lavoro (anche se ora vedi solo nebbia)

Purtroppo però, se fosse sufficiente leggere informazioni per ottenere risultati nel complicato mondo lavorativo di oggi, tutti sarebbero soddisfatti e realizzati del proprio lavoro. Eppure così non è.

Ho scritto due libri, realizzato video corsi ma mi sono accorta che non bastava dare le informazioni sul da farsi. Serve un accompagnamento, una guida “in diretta” che ti permetta di non perdere la strada e che ti aiuti a capire quanto più facile e affrontabile può diventare qualsiasi trasformazione sogni di avere nella tua vita professionale, una volta che conosci con esattezza i passi che devi fare.

La vera difficoltà oggi è mettere in pratica concretamente (e bene) informazioni, strumenti e strategie per migliorare la tua vita lavorativa. 

Per questo motivo, insieme a due colleghe brillanti (la Career Coach Francesca Scelsi e la Job Developer Alessandra Dell’Aglio) abbiamo messo a punto il primo percorso ALL in ONE che ti permette di avere allo stesso tempo: consulenza di carriera, strumenti all’avanguardia per la ricerca efficace di lavoro, esercizi quotidiani per trovare le risposte che cerchi riguardo al tuo futuro, dei coach esperti a cui chiedere consiglio e molto molto altro ancora.

Se ne hai avuto abbastanza di leggere e non riuscire a cambiare la tua situazione, vieni scoprire Azione IKIGAI.

Erica Zuanon

Erica Zuanon

Ex frustrato Ingegnere-ma-volevo-fare-altro, oggi realizzata Content Strategist, Career Coach & Innovation Trainer, guido Aziende e Lavoratori ad affrontare con successo e autorealizzazione le sfide del cambiamento lavorativo nel mondo 4.0 attraverso il metodo proprietario CREEA®. Autrice di Missione Lavoro e Un Lavoro che Vale, ho ideato il progetto Azione IKIGAI per sostenere chi è alla ricerca del proprio perché professionale ma non sa come fare. 

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