Bilancio di competenze per il lavoro: cos’è e come farlo da soli

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Il bilancio delle competenze è uno degli strumenti più tradizionali usato per l’orientamento al lavoro cioè quella fase del processo di ricerca lavoro che sta normalmente all’inizio e il cui scopo è aiutarti a definire il tuo obiettivo di carriera. Uno strumento indispensabile se stai valutando di cambiare lavoro, soprattutto se non hai le idee chiare di che lavoro fare.

A cosa serve il bilancio delle competenze

Per un adulto con un’esperienza professionale alle spalle, il bilancio delle competenze parte dall’analisi dei lavori, ruoli e mansioni che hai svolto nella tua vita, nonché degli studi che hai fatto e delle conoscenze che hai maturato.

Dopo una fase di analisi che ha l’intento di capire i tratti comuni, le propensioni personali, le attitudini, le competenze che più ti caratterizzano, si arriva ad una fase di sintesi che come minimo deve portarti ad avere:

  • Il Dossier di bilancio che è solitamente composto dalle schede di analisi o autoanalisi delle tue caratteristiche personali
  • la Relazione di bilancio: una relazione che riporta in sintesi i più importanti aspetti emersi dalle schede di lavoro e
  • il progetto professionale o in altre parole il tuo obiettivo con il piano d’azione per realizzarlo.

Cos’è esattamente un bilancio delle competenze

Sul tema del bilancio di competenze si trova quasi solo letteratura accademica e molto istituzionale. Ho letto diversi libri su questo argomento e devo dire che non ne ho trovato nemmeno uno che dicesse in termini terra-terra come fare un bilancio di competenze.

Tradizionalmente quello del bilancio di competenze è un processo promosso e gestito da psicologi o enti di orientamento, agenzie interinali e recruiter.

Il prof. Evangelista, Orientamento.it, parla di due modi principali con cui svolgere un bilancio di competenze:

  1. Bilancio di competenze DIAGNOSTICO. In questo caso si utilizzano dei test e l’operatore svolge il ruolo di esperto. Come dice la parola stessa, in questa versione il bilancio di competenze è usato un po’ come strumento di diagnosi: vai dal medico, ti fai degli esami e alla fine lui ti dice quale cura prendere. Analogamente con l’impostazione diagnostica, vai da un tecnico, ti fa una serie di test e alla fine lui ti dice quali sono i settori e le direzioni per te lavorativamente migliori.
  2. Bilancio di competenze EDUCATIVO. In questo caso si usano invece schede di autoanalisi perché la stesura del bilancio viene vista come un importante momento di maturazione del cliente, che acquisisce una maggiore consapevolezza delle proprie capacità e aspirazioni. Qui l’operatore assume un ruolo di facilitatore di processo, anche se interviene quando ritiene che la visione del cliente non sia realistica (Evangelista 2001b, 2002).
bilancio delle competenze

Hai realmente bisogno di un bilancio delle competenze?

Dopo questa brevissima introduzione teorica, veniamo al punto che mi interessa di più.

tu, lavoratore in fase di riqualificazione professionale, alla ricerca di un nuovo lavoro o in crisi di carriera, hai bisogno necessariamente di un bilancio delle competenze?

La mia risposta è non per forza.

Quanto meno non hai necessariamente  bisogno di andare da qualcuno che ti faccia uno scanning con uno o più test per cercare di capire quello che tu sei veramente.

Se hai una buona capacità di autoindagine, se conosci già bene i tuoi punti di forza e di debolezza e in questo momento sei solo in difficoltà perché ti sembra di non riuscire a trovare lavoro o non trovare il lavoro che vorresti, molto probabilmente hai più bisogno di approfondire gli strumenti di ricerca attiva ed efficace del lavoro.

Per la mia esperienza la maggior parte delle persone in difficoltà con il proprio lavoro lo sono perché non riescono a comunicare il loro valore.

Il bilancio di competenze è necessario a chi non ha ben chiaro il proprio valore.

Certo, se tu hai ben chiaro il tuo, nessuno vieta che tu possa investire tempo e soldi in un formale bilancio di carriera. Ma dal momento che nessun datore di lavoro o selezionatore ti darà più “punti” se ne hai fatto uno, si tratta di una scelta da valutare attentamente.

Analisi SWOT per il bilancio di competenze

Per essere pratica e operativa come mio solito, voglio quindi darti uno strumento di autovalutazione delle tue competenze che viene direttamente dal mondo aziendale.

Si tratta della cosiddetta SWOT analisi ovvero uno strumento di pianificazione strategica tipicamente usata dalle aziende per elaborare le proprie strategie di business e le strategie di marketing.

SWOT è un acronimo inglese che sta per Strengths (punti di forza), Weaknesses (punti di debolezza), Opportunities (opportunità) and Threats (minacce) di un prodotto o servizio.

E anche in questo caso le strategie aziendali possono essere riutilizzate anche nel nostro ambito di orientamento e riqualificazione professionale.

Prenditi quindi un po’ di tempo per te, mettiti in un posto tranquillo, spegni il cellulare, prendi un bel quaderno di appunti e rispondi a queste domande.

bilancio delle competenze di carriera
  1. INDIVIDUA I TUOI PUNTI DI FORZA:
    • Che cosa fai particolarmente bene?
    • Quali vantaggi dai tu al mercato rispetto agli altri?
    • Quali risorse e disponibilità hai?
    • Quali competenze hai? Conoscenze, abilità.
    • Cosa sai fare meglio degli altri?
    • Quali sono i punti forti del tuo carattere, della tua personalità?
  2. INDIVIDUA LE TUE DEBOLEZZE
    • Che cosa potresti migliorare?
    • Quali critiche hai ric
    • evuto o ricevi più spesso?
    • Qual è il tuo tallone d’Achille?
    • Quali competenze ti mancano?
    • Quali conoscenze e abilità dovresti sviluppare?
    • Quali sono le tue vulnerabilità, i tuoi punti deboli? Es. ansia, bassa autostima…
  3. INDIVIDUA COSA METTE IN PERICOLO IL TUO SUCCESSO:
    • Quali sfide potrebbero impedirti di avere successo?
    • Quale strategia hai per affrontare queste sfide?
    • Quali ostacoli o difficoltà puoi incontrare nella ricerca di lavoro?
    • Ti mancano qualifiche o titoli di studio?
    • Non hai abbastanza esperienza lavorativa?
    • La tua sede geografica è un problema?
    • I tuoi doveri ed impegni familiari sono un ostacolo?
    • Ti mancano conoscenze e contatti utili?
    • Hai convinzioni o idee limitanti? Es. “non ce la farò mai”, “sono un fallimento”…
  4. INDIVIDUA LE TUE OPPORTUNITA’
    • Di quali opportunità sei a conoscenza?
    • Conosci le tendenze di mercato di cui potresti approfittare?
    • Come puoi usare i tuoi punti di forza per essere sicuro di avere successo?
    • Quali lavori richiedono le tue competenze?
    • Quali sono i lavori più semplici da trovare per te sulla base delle tue competenze, esperienze lavorative ed istruzione?
    • Quali corsi di formazione puoi frequentare per aumentare le tue chance di trovare un lavoro?
    • Conosci qualcuno che ti può fare da mentore?
    • Ci sono agevolazioni statali per la ricerca di lavoro per la tua categoria? Es. giovani, donne…
    • Quali persone conosci che ti potrebbero aiutare a trovare lavoro?

In conclusione

Per prima cosa ti invito a ritornare sulle tue risposte dopo qualche tempo che fai questa analisi swot la prima volta. Potresti rimanere molto stupito di quello che scoprirai e delle nuove idee che ti saranno venute nel frattempo.

In secondo luogo è indispensabile che tu ti ricordi che cercare DENTRO di te è solo una delle fasi di un piano di carriera fatto bene. E’ necessario che tu abbia anche strumenti per cercare FUORI di te quello che vuole il mercato, per assicurarti che i tuoi obiettivi siano realizzabili e, non meno importante, non siano limitati e ridotti da tutto il grande mare di opportunità che non sai che esistono.

Non basta essere occupati, occupate lo sono anche le formiche. Il punto è: di che cosa ci occupiamo?

(Henry David Thoreau)

Erica Zuanon

Erica Zuanon

1/2 Ingegnere e 1/2 Pianista, 2 figli, 1 marito, 1 cane, 2 libri pubblicati (per ora).


Ex frustrato Ingegnere-ma-volevo-fare-altro, oggi felicissima Web Content Strategist, Career Coach & Innovation Trainer guido Aziende e Lavoratori ad affrontare con successo e autorealizzazione le sfide del cambiamento lavorativo nel mondo 4.0 attraverso il metodo proprietario CREEA®.

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