Lasciare il lavoro: quello che DEVI sapere per non fare passi falsi

lasciare il lavoro

Lasciare il lavoro è quasi sempre una scelta complessa e una decisione sofferta. Un po’ come le relazioni: quando senti che sei arrivato a capolinea, da una parte hai l’insofferenza per una situazione diventata inaccettabile per mille motivi, personali e professionali. Dall’altra hai comunque una forma di legame per quello che c’è stato prima, per il tempo e le energie che hai riversato in quel lavoro. Tutt’attorno c’è la paura di non fare la scelta sbagliata, la paura di cambiare lavoro e magari l’incertezza sul che lavoro fare.

I motivi che spingono a voler lasciare il lavoro

 Qui Finanza riporta i dati derivanti da uno studio di Espresso Communication per Sodexo, per cui 7 italiani su 10 (ben il 68%) si lamentano dell’ambiente lavorativo e delle proprie condizioni di impiego.

Le cause dell’insoddisfazione sul lavoro possono essere diverse:

  • uno stipendio inadeguato, 
  • problemi legati agli orari e alla difficoltà di conciliare la vita privata con il lavoro
  • condizioni di contratto precarie
  • conflitti non appianabili né più sostenibili con il proprio capo o i colleghi (mobbing incluso)
  • troppe responsabilità (burnout)
  • sentirsi poco valorizzati nel ruolo che si ricopre, lavoro noioso (boreout)
  • un lavoro che non piace più (o non è mai piaciuto)
  • il bisogno o il desiderio di mettersi in proprio e creare qualcosa di “tuo”
  • necessità di trasferirti in un’altra città o magari all’estero
  • condizioni famigliari particolari

I segnali per cui dovresti cominciare a pensare di lasciare il lavoro

Lasciare un lavoro che ti fa stare male o lasciare il lavoro per inseguire i tuoi sogni sono due moventi completamente diversi. Come infatti abbiamo già discusso in Cambiare lavoro o no? 4 domande prima di decidere, il momento peggiore per cambiare è quando sei all’apice del malessere:

  • Ti ritrovi ad imbruttirti paurosamente quando si avvicina la domenica sera o addirittura a piangere mentre vai al lavoro
  • Hai problemi e somatizzazione fisiche con tipici sintomi di stress da lavoro: colon irritabile e difficoltà digestive, attacchi di panico, cervicale infiammata, eruzioni cutanee e prurito, mal di testa perenne, giusto per nominarne qualcuno
  • Passi i weekend a dormire, senza forza né voglia di fare niente
  • Continui a chiederti che senso ha quello che stai facendo

In questi casi, tanto più è forte il malessere e tanto più rischi di prendere scelte azzardate. Incluso quella di lasciare il lavoro senza alternative.

Lasciare il lavoro senza alternative e piano B

Certo non si può fare di ogni erba un fascio può succedere che ci siano circostanze per cui devi proprio lasciare il lavoro anche se ancora non hai nessuna alternativa valida disponibile.

Ma sono pochi i casi in cui questo succede. Molto più spesso, il fatto è che non riesci a VEDERE alternative e piani B perché ti mancano strumenti adeguati per guardare alla tua situazione.

Non parlo quindi del fatto che ‘devi ringraziare di averne uno, di lavoro‘, che ‘il lavoro è lavoro, mica ti deve piacere!

Sono da sempre un’accanita sostenitrice dell’importanza fondamentale – per te stesso ma anche per il mercato – di fare tutto quello che è in tuo potere per arrivare a fare un lavoro che vale il tuo tempo e il tuo impegno.

Il problema però è che la maggior parte di noi ha completamente abdicato al proprio potere professionale: non ti sei occupato di sviluppare le competenze e abilità necessarie per affrontare il difficile compito di trovare un nuovo lavoro.

E di conseguenza ora ti SEMBRA di NON avere alternative. In realtà, a parte qualche rarissimo caso, le alternative esistono. Devi imparare a cercarle – oppure crearle.

Quindi, a meno che tu non abbia un tesoretto da parte che ti permette di prenderti un periodo sabbatico e fare luce dentro di te; a meno che tu non abbia intenzione di prendere veramente la tua vita nelle tue mani e dedicare tempo ed energie a capire qual è il tuo posto IKIGAI (= un motivo per alzarti la mattina), tanto vale che resti dove sei.

Avere già una strategia in mente per il futuro è la chiave di volta per la nuova carriera professionale.

Azione IKIGAI

Capire quando lasciare il lavoro: le domande da porti

 Sì può fare, si può lasciare il lavoro, vivere senza dover soffrire ogni singolo giorno. Per riuscirci però è importante che tu risponda a 4 domande fondamentali che puoi farti durante il processo per chiarirti le idee e capire in che direzione andare per ottenere il miglioramento di carriera che desideri, senza però correre il rischio di cadere dalla padella alla brace.

  1. Quali sono i miei “capisaldi” indiscutibili?
  2. Perché voglio cambiare (davvero)?
  3. Quali sono TUTTI i cambiamenti che dovrai fare?
  4. Qual è lo scenario peggiore e quello migliore?

Ne ho parlato in dettaglio in questo articolo: Cambiare lavoro o no? 4 domande prima di decidere

Lasciare il lavoro per stress

Piangevo a lavoro, a casa, in macchina. Lo stress emotivo causato dal lavoro stava diventando così pressante che sembrava sempre fosse arrivato al limite.  Anche se non ho mai usato l’espressione “esaurimento” sapevo di essere mentalmente, emotivamente e fisicamente a pezzi. Potevo sentire una voce dentro di me che diceva “Non ce la faccio più”.

Un lavoro stressante è la causa del malessere di moltissime persone che si ritrovano per questo, prima o poi, a pensare di voler cambiare lavoro. Una ricerca condotta dall’Health and Safety Executive ha rilevato che il 44% degli intervistati ha citato i carichi di lavoro pesanti come causa di stress sul posto di lavoro.

A volte è una questione temporanea a causa di una scadenza o di fluttuazioni stagionali del carico di lavoro. Ma molto più spesso si tratta di stress a lungo termine per via del tuo ruolo, di un capo o di un collega difficile o per come l’attività viene svolta in azienda, per il carico di lavoro o mille altri motivi.

Quando il lavoro diventa un incubo, tutta la tua vita ne risente terribilmente: la salute, le relazioni, l’energia, la tua forza e voglia di fare. Tutto viene risucchiato in un vortice di negatività, stress, malessere, rabbia, frustrazione.

motivi per cui un lavoro diventa un incubo sono tanti: un cambio di direttivo in azienda, l’arrivo di un nuovo – impossibile – collega, una crisi improvvisa nel mercato che mette tutti sotto pressione, qualcosa che dentro di te si rompe e non trovi il modo di ricomporlo, una situazione che è diventata insopportabile per via del troppo carico o, al contrario, per la troppa noia.

Non si tratta di semplice stress da lavoro, ma di un livello superiore che svuota le tue risorse energetiche e vitali.

A trattenerti dal fare una scelta che già sai essere quella giusta c’è la Paura. Il che è assolutamente normale ma non puoi permetterti che sia la paura a vincere. Perché la tua non è semplicemente una “insoddisfazione lavorativa” momentanea. È una situazione che mette a grave repentaglio la tua salute e ogni altra area della tua vita.

La paura è sempre un brutto nemico e la paura di non trovare lavoro non fa eccezione, anzi.

Già la paura in sé è un’emozione invalidante, una pessima compagnia che porta a ragionare in modo poco lucido, a prendere scelte azzardate oppure (il che è forse anche peggio) a NON prendere scelte importanti.

Quando si parla di lavoro la faccenda poi diventa particolarmente complicata: cambiare lavoro o dover trovare un nuovo lavoro sono attività che richiedono – oggi più che mai – lucidità e strategia.

Ed è molto difficile riuscire ad essere lucidi e strategici quando si prova paura.

Se vuoi rovesciare le sorti del tuo futuro e del tuo presente, il primo passo che devi fare è riprendere TU il controllo.

Devi essere TU al volante della tua vita professionale e personale. Solo così ti libererai finalmente dal peso sulle tue spalle e ti ritroverai con una nuova forza operativa che ti stupirà, neanche ti fossi appena sparato 4 ginseng in vena.

E quindi, in pratica, devi avere un SISTEMA esatto, passo passo, misurabile e concreto (niente idee parolose o curriculum magici, per intenderci) che ti permetta di conquistare QUALUNQUE opportunità di lavoro tu desideri raggiungere.

Lasciare il lavoro per i figli

Purtroppo nel mondo femminile il ‘voglio trovare un lavoro che mi permetta (almeno) di vedere mio figlio e vederlo crescere’ si è trasformato in ‘meglio se resto a casa a fare la mamma che tanto di alternative non ce ne sono’.

Tant’è che, secondo dati ISTAT, su 101mila nuovi disoccupati, 99mila sono donne. Ben il 98%.

Le donne, che si caratterizzano per più bassa occupazione, salari più scarsi, contratti più precari e sono più raramente occupate nelle posizioni aziendali apicali e dunque “sicure”, oggi sono le prime a subire gli effetti della crisi. E anche quando tutto sembra andare bene, la realtà è spesso un’altra. Intrappolate nella costruzione sociale per cui il carico della cura e della famiglia deve gravare sulle loro spalle, le donne italiane hanno visto in questo 2020 aumentare il loro lavoro, con lo smart working che si è sovrapposto agli impieghi domestici senza più la possibilità di una separazione spaziale degli stessi. 

Fonte Wired

Chi decide di non lasciare il proprio posto di lavoro e al contempo avere una famiglia, spesso durante le ore lavorative si ritrova a preoccuparsi di ciò che sta facendo il proprio bambino, se sta bene, se piange, se sente la vostra mancanza.

Tutte queste distrazioni, non giovano nè alla tua salute nè alla tua carriera: rischi di rimanere priva di energie e perderti tante delle gioie e momenti preziosi della crescita di un figlio.

Cosa fare in questi casi, di nuovo è una scelta troppo individuale per fare generalizzazioni. L’errore però da non fare è quello di limitarti a sentire quello che ti dicono parenti e amici, per quanto ben intenzionati.

Rivolgendoti ad un career coach che ti può sostenere e aiutare a valutare punti di vista che magari ora non vedi, potresti scoprire alternative e possibilità che ti permettono di continuare a lavorare E goderti tuo figlio.

Il coraggio di lasciare un lavoro che ti fa stare male

È evidente come il fatto di essere bloccato in un lavoro che non vuoi più fare ti renda difficile e sgradevole ogni altro aspetto della vita. Del resto, in un mondo perfetto, non dovresti che girare i tacchi e andartene, il prima possibile.

Vorresti scrivere quella tanto sognata lettera di licenziamento e marciare trionfante fuori dall’ufficio con sguardo di compatimento per chi resta in quell’inferno.

Se non lo fai è perché evidentemente qualcosa ti sta bloccando.

Cosa fare quindi?

Un modo per lasciare il lavoro senza alternative è quello di agire e fare qualcosa mentre si sta cercando di andarsene dal vecchio impiego.

Almeno fino a quando si arriverà a guadagnare quel che basta per essere indipendenti economicamente e andarsene.

Molto spesso anche solo il fatto di avere un piano d’azione per cercare nuove opportunità ti permette di avere un grado di fiducia e serenità molto maggiore.

Leggi anche Voglio cambiare lavoro non ce la faccio più

Work Etiquette: come lasciare il lavoro senza fare passi falsi

Licenziarsi da un posto di lavoro è una delle cose più stressanti e scomode che ti capiterà di fare nella tua vita lavorativa.

Ma sia che tu stia lasciando il lavoro perché si è presentata un’occasione miglioreperché odi il tuo lavoro e non puoi sopportare un secondo di più, è molto importante che tu te ne vada con grazia mantenendo quanto più possibile buoni i rapporti.

È un attimo finire per dire qualcosa, nell’impeto delle emozioni, di cui poi ti penti, diminuendo la possibilità di ottenere buone referenze.

Quando ci si licenzia invece si è tentati di chiudere in fretta per iniziare la nuova vita professionale. Niente di più sbagliato: anche per questo ci sono regole non scritte da conoscere e rispettare tra cui:

  • Prepara la lettera di dimissioni con cura
  • Evita di parlarne con colleghi e persone non fidate PRIMA di aver preso la decisione definitiva
  • Scrivi una mail a tutti i clienti e contatti per dare il tuo nuovo riferimento
  • Porta a termine diligentemente i passaggi di consegne
  • Scambia endorsement su Linkedin con i tuoi colleghi migliori / Aggiungi i colleghi sui social
  • evita di seminare veleno sui colleghi e sui dirigenti, tutto questo non giova alla tua reputazione.

Fai in modo insomma di licenziarti lasciando il miglior ricordo possibile di te. Non sempre sarà facile e non sempre ti faranno ponti d’oro mentre te ne vai. Ma tu fai del tuo meglio. La reputazione resta una delle fondamenta imprescindibili per costruire un futuro professionale solido.

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Erica Zuanon

Erica Zuanon

Ex frustrato Ingegnere-ma-volevo-fare-altro, oggi realizzata Content Strategist, Career Coach & Innovation Trainer, guido Aziende e Lavoratori ad affrontare con successo e autorealizzazione le sfide del cambiamento lavorativo nel mondo 4.0 attraverso il metodo proprietario CREEA®. Autrice di Missione Lavoro e Un Lavoro che Vale, ho ideato il progetto Azione IKIGAI per sostenere chi è alla ricerca del proprio perché professionale ma non sa come fare. 

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