Quando il lavoro diventa un incubo, ecco come risvegliarti

quando il lavoro diventa un incubo

Quando il lavoro diventa un incubo, tutta la tua vita ne risente terribilmente: la salute, le relazioni, l’energia, la tua forza e voglia di fare. Tutto viene risucchiato in un vortice di negatività, stress, malessere, rabbia, frustrazione.

I motivi per cui un lavoro diventa un incubo sono tanti: un cambio di direttivo in azienda, l’arrivo di un nuovo – impossibile – collega, una crisi improvvisa nel mercato che mette tutti sotto pressione, qualcosa che dentro di te si rompe e non trovi il modo di ricomporlo, una situazione che è diventata insopportabile per via del troppo carico o, al contrario, per la troppa noia.

Non si tratta di semplice stress da lavoro, ma di un livello superiore che svuota le tue risorse energetiche e vitali.

Il lavoro, infatti, è una parte determinante della nostra vita: c’è un forte legame tra la nostra identità (il “chi sono”) e il lavoro che facciamo. Per forza di cose il lavoro influenza fortemente anche il nostro modo di essere al di fuori dell’ambiente lavorativo.

Le conseguenze arrivano presto anche nella vita di coppia, in famiglia e accendono incomprensioni e conflitti ingiustificati. Ovviamente in queste condizioni, anche solo il pensiero di andare al lavoro è insostenibile e ti porta veramente a vivere ogni giorno come un incubo. 

Cosa fare quindi se il tuo lavoro diventa un incubo, soprattutto se hai fatto tanti sacrifici per averlo o magari hai appena cambiato lavoro (a parte rimpiangere al pensiero del “ho sbagliato a cambiare lavoro)?

È ingrato volere di più per noi stessi? Siamo egoisti? Ci aspettiamo troppo?

“In questa economia”, ci dicono, “dovresti essere grato di avere un lavoro”. Ebbene sì … Ma anche no.

Essere in grado di sostenere te stesso è importante, ovviamente, ma chiunque sia a conoscenza della Piramide dei Bisogni di Maslow ti dirà che una volta che i tuoi bisogni di base saranno coperti, la crisi di insoddisfazione lavorativa sarà comunque dietro l’angolo. Potresti avere un lavoro, una casa, un marito e dei figli e chiederti ancora: “È tutto qui?”

Leggi anche: Ho sbagliato a cambiare lavoro: cosa faccio adesso?

Quando il lavoro diventa un incubo per colpa del mobbing

In Italia si è parlato per la prima volta di mobbing negli ’90 grazie allo psicologo svedese Heinz Leymann che ha descritto il fenomeno come “una forma di terrore psicologico sul luogo di lavoro che consiste in una comunicazione ostile e contraria ai principi etici, perpetrata in modo sistematico e protratta nel tempo da parte di una o più persone principalmente contro un singolo individuo che viene per questo spinto in una posizione di impotenza e impossibilità di difesa e qui costretto a restare da continue attività ostili”. 

Ansia, agitazione, angoscia, disturbi dell’attenzione e della concentrazione, disturbi del sonno, depressione a cui possono seguire disturbi di natura fisica sono solo alcune delle conseguenze del mobbing sul posto di lavoro.

Leggi anche: Stress da lavoro

Il lavoro mi sta portando all’esaurimento

Ma non è solo il mobbing la causa di un lavoro da incubo. Anche un lavoro troppo monotono o ripetitivo è un perfetto lavoro da incubo (del resto anche di gironi dell’inferno ce ne sono di ogni ordine e tipo…)

“Lavoro in una nota multinazionale nell’ambito della consulenza e della revisione contabile. Sto tutto il giorno ad analizzare numeri, fiumi di inutili numeri, con almeno 8 file excel aperti in contemporanea.

Mai lavorato su word o su un altro sistema applicativo. I miei colleghi, tutti giacca e cravatta, emanano energia totalmente negativa. Il punto è: ho un ottimo contratto.

Un apprendistato che viene trattato in tutto come il contratto a tempo indeterminato, con i relativi vantaggi (ferie pagate, malattie interamente pagate,ecc).

E non ho un altro lavoro su cui ripiegare…”

Leggi anche: Lavoro stressante, come venirne a capo

Mi sto ammalando per colpa di un lavoro che è un incubo

“Non pensavo di arrivare a questo punto, ma stamattina mi sono proprio resa conto che sto arrivando alla frutta.

Già è da tanto tempo che vengo in ufficio malvolentieri, perchè proprio non mi sento stimolata…ormai sono rimasta solo io insieme al titolare dello studio…mi ritrovo a dover fare sempre le stesse cose (a volte mi sembra di essere la badante del titolare) e mi sembra di non crescere mai professionalmente.


Apparentemente sono calma e tranquilla, ma vedo che il mio corpo inizia a lanciare dei segnali…ogni mattina mi sveglio con il mal di testa (che scompare miracolosamente la sera), da ieri ho una sensazione di malessere diffuso (tipo rincoglionimento di quando hai il raffreddore o la febbre) e mi è uscito anche un herpes sul labbro (che non ho mai avuto in vita mia)…”

Il corpo naturalmente, mentre tu tutti i santi giorni di sorbisci gli effetti del tuo lavoro da incubo, non se ne sta certo rilassato su una spiaggia alle Barbados.

E siccome siamo un tutt’uno (anche piuttosto complesso) di mente e corpo, gli effetti fisici non tardano ad arrivare. All’inizio sono magari solo piccoli disturbi, ma poco per volta – se non presi in giusto carico – diventano sempre più grandi.

Ho un lavoro da incubo ma ho paura di cambiare lavoro

Sapevi che la ricerca sugli eventi stressanti della vita mostra che la paura di cambiare lavoro si trova appena al di sotto del trauma per la morte di un caro amico? Sì, è così snervante.

Eppure cambiare lavoro è diventato la nuova normalità. Secondo un sondaggio del Bureau of Labor Statistics (BLS) del 2019 sui baby boomer, il numero medio di posti di lavoro che una persona cambia nella vita è 12. Dato che i dipendenti hanno maggiori probabilità che mai di cambiare lavoro, la flessibilità è essenziale.

Ma cambiare lavoro (soprattutto se non lo hai scelto ma lo devi fare per forza di cose) può essere spaventoso. L’ansia è un pessimo compagno di avventura che può paralizzarti o comunque renderti molto meno efficace nelle tue decisioni, facendoti commettere pericolosi sbagli.

Nell’articolo Come dominare la paura di cambiare lavoro abbiamo parlato di come padroneggiare la paura in modo da poter giocare a pieno e realizzare le tue più grandi ambizioni.

Quando il lavoro diventa un incubo, urge correre ai ripari

Insomma, se leggendo fin qui ti stai rendendo sempre più conto che il tuo non è semplicemente un momento di fastidio passeggero, ma sei purtroppo in compagnia di tutti quelli che – per un motivo o per l’altro – stanno vivendo un lavoro da incubo, non aspettare oltre.

Purtroppo in questi casi il tempo non aiuta. Perché la situazione difficilmente migliorerà e nel frattempo, ogni minuto che perdi rimanendo in attesa di qualche miracolo, è un minuto perso nella tua costruzione di un valido Piano B ovvero una strategia di ricerca lavoro attiva.

Leggi anche: Ricerca attiva del lavoro: cos’è e perché ne hai bisogno

Detta in altre parole: NON puoi limitarti a sistemare il CV, mandarlo in giro, postarlo sulle bacheche di annunci e sperare che vada dritta. Perché semplicemente NON va dritta. Una parte di te lo sa e la conseguenza è che aumenta la PAURA. Diventa così una guerra tra titani: le sofferenze di un lavoro diventato un incubo contro la paura di perdere i benefici che hai.

A trattenerti dal fare una scelta che già sai essere quella giusta c’è la Paura. Il che è assolutamente normale ma non puoi permetterti che sia la paura a vincere. Perché la tua non è semplicemente una “insoddisfazione lavorativa” momentanea. È una situazione che mette a grave repentaglio la tua salute e ogni altra area della tua vita.

La paura è sempre un brutto nemico e la paura di non trovare lavoro non fa eccezione, anzi.

Già la paura in sé è un’emozione invalidante, una pessima compagnia che porta a ragionare in modo poco lucido, a prendere scelte azzardate oppure (il che è forse anche peggio) a NON prendere scelte importanti.

Quando si parla di lavoro la faccenda poi diventa particolarmente complicata: cambiare lavoro o dover trovare un nuovo lavoro sono attività che richiedono – oggi più che mai – lucidità e strategia.

Ed è molto difficile riuscire ad essere lucidi e strategici quando si prova paura.

Questo stato di blocco – questa paralisi di fronte a due opzioni ugualmente spaventose – è estenuante. Stai usando così tanta energia e non stai andando assolutamente da nessuna parte. È frustrante, confonde e ti sembra che sia un pendolo che non finirà mai di oscillare: un giorno decidi che basta mollo tutto cambio vita e cambio lavoro e il giorno dopo cancelli l’idea velocemente perché pensi che non sai nemmeno che altro lavoro fare.

Leggi anche: Paura di non trovare lavoro: come combatterla ad armi pari

Di fronte a questa situazione il mondo si divide in due grandi categorie:

  1. I butta-il-cuore-oltre-l’ostacolo, molla tutto, cambia vita e cambia lavoro, al diavolo tutto!, la vita è una sola, non puoi continuare a star male così
  2. I dai porta pazienza, il periodo è disastroso per tutti, mica vorrai buttare tutto ai pesci e perdere un posto di lavoro che ti dà da mangiare e ti paga le bollette? Sarebbe da pazzi!

E tu sei nel mezzo. Da una parte la tua voglia di cambiare lavoro, il tuo non farcela più a sopportare nulla di quello che devi fare ogni giorno per vivere. Dall’altra parte il senso di responsabilità. La paura di non riuscire a trovare altro. O magari la certezza di non riuscire a trovare altro. Perché magari hai cominciato a far girare voce e mandare curriculum nella speranza di trovare un nuovo lavoro, ma tutto tace. Nessun colloquio, nessuna chiamata, nessuna speranza, apparentemente.

Che sia un segno che non è il momento di cambiare lavoro ma di aspettare?

Leggi anche: Come cambiare lavoro senza fare passi falsi

La risposta (per fortuna tua) NON è dentro di te. O meglio. La troverai dentro di te solo dopo che ti sarai dotato di tutto quello di cui hai bisogno, cioè 3 cose. Scientifiche. Concrete ed esatte:

INFORMAZIONI. CONOSCENZA. STRATEGIA.

Non ti serve niente altro.

Se sei disposto a lavorare per dotarti di queste 3 cose hai già tutto quello che ti serve.

Perché queste 3 cose, diciamocelo molto chiaramente, sono oggi tanto facili da trovare quanto difficili da cercare.

Voglio dire che, con il semplice aiuto di zio Google e tanto tempo a tua disposizione ti metti lì, di santa pazienza e puoi trovare tutto quello che ti serve.

Il problema oggi non è trovare le risposte ma FARE LE DOMANDE GIUSTE.

Il problema è sapere quali domande fare a zio Google.

Cosa cerchi?

…“Come fare un curriculum perfetto”?

Ma per carità!

…“Come trovare lavoro con internet” ?

Che Dio ce ne scampi e liberi!

…“Quali sono i lavori più promettenti del futuro”?

Eh… in bocca al lupo.

… “Che lavoro vorrei fare davvero?”

Amen.

Se vuoi rovesciare le sorti del tuo futuro e del tuo presente, il primo passo che devi fare è riprendere TU il controllo.

Devi essere TU al volante della tua vita professionale e personale. Solo così ti libererai finalmente dal peso sulle tue spalle e ti ritroverai con una nuova forza operativa che ti stupirà, neanche ti fossi appena sparato 4 ginseng in vena.

lavoro da incubo

E quindi, in pratica, devi avere un SISTEMA esatto, passo passo, misurabile e concreto (niente idee parolose o curriculum magici, per intenderci) che ti permetta di conquistare QUALUNQUE opportunità di lavoro tu desideri raggiungere.

In altre parole, devi avere attivato il tuo Sistema di Gestione di Carriera.

Ah, giusto, forse non sai cos’è un Sistema di Gestione di Carriera e perché è così tanto importante per la tua vita professionale ora. Allora senti: visto che è GRATIS, iscriviti qui e vieni a scoprire un intero nuovo mondo di informazioni, cometenze, abilità e strategie, condite con un ambiente unico fatto di professionisti career coach e persone come te, alla ricerca del Sacro Graal del lavoro.

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Erica Zuanon

Erica Zuanon

Ex frustrato Ingegnere-ma-volevo-fare-altro, oggi realizzata Content Strategist, Career Coach & Innovation Trainer, guido Aziende e Lavoratori ad affrontare con successo e autorealizzazione le sfide del cambiamento lavorativo nel mondo 4.0 attraverso il metodo proprietario CREEA®. Autrice di Missione Lavoro e Un Lavoro che Vale, ho ideato il progetto Azione IKIGAI per sostenere chi è alla ricerca del proprio perché professionale ma non sa come fare. 

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